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Tari, se fai questa cosa puoi ottenere subito uno sconto: chi non lo sa paga molto di più

Introdotta nel 2014, questa imposta comunale finanzia la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti.
Cos’è la TARI e chi è tenuto al pagamento(www.roadrunnerrecords.it)

La TARI, rappresenta un impegno economico obbligatorio per tutti coloro che possiedono o detengono immobili o locali commerciali.

Introdotta nel 2014, questa imposta comunale finanzia la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti. Negli ultimi anni si sono evolute modalità di calcolo, scadenze e soprattutto le opportunità di riduzione o esenzione, che interessano un numero crescente di contribuenti. Scopriamo come funziona oggi la TARI, chi deve pagarla, e quali sono le condizioni per ottenere sconti e agevolazioni.

La TARI è un tributo locale destinato a coprire i costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani. È dovuta da chiunque occupi o detenga a qualsiasi titolo locali chiusi su almeno tre lati, come abitazioni, uffici, negozi, e anche aree scoperte produttive di rifiuti quali cortili, terrazze, parcheggi o magazzini. La tassa si applica quindi a un ampio spettro di immobili, indipendentemente dal fatto che siano utilizzati in modo continuativo o stagionale.

Il calcolo della tassa è affidato ai comuni, che determinano l’importo sulla base di due parametri fondamentali: la superficie calpestabile dell’immobile e il numero degli occupanti in caso di utenze domestiche. La tariffa è composta da una quota fissa, legata alla metratura e al numero di residenti, e da una quota variabile, connessa alla quantità di rifiuti prodotti.

Riduzioni e agevolazioni previste per la TARI 2026

Non tutti sanno che è possibile ottenere una riduzione o addirittura l’esenzione dal pagamento della tassa sui rifiuti, a seconda delle situazioni personali e dell’ente locale di riferimento. Le riduzioni obbligatorie sono previste in caso di disservizi come la mancata o irregolare raccolta dei rifiuti, e possono variare dal 20% al 40% del tributo. Inoltre, per abitazioni occupate da non residenti titolari di pensione estera, la tariffa può essere ridotta fino a due terzi.

Oltre a queste, esistono le riduzioni facoltative, che i singoli comuni possono decidere di concedere per specifiche categorie, senza che la legge ne definisca l’entità quantitativa. Tra queste figurano: abitazioni utilizzate in modo discontinuo o stagionale, immobili con un unico residente, fabbricati rurali ad uso abitativo, e abitazioni i cui proprietari risiedono all’estero per più di sei mesi all’anno.

Dal 2025 è stato consolidato il ruolo del Bonus TARI, un’agevolazione destinata ai nuclei familiari con un indicatore della situazione

Bonus e agevolazioni per nuclei familiari con ISEE basso (www.roadrunnerrecords.it)

Dal 2025 è stato consolidato il ruolo del Bonus TARI, un’agevolazione destinata ai nuclei familiari con un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) sotto una certa soglia, definita dai singoli comuni. Questo bonus permette di ottenere uno sconto significativo sulla tassa, in particolare per famiglie numerose o beneficiari di reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza.

Per richiedere il bonus è necessario presentare la documentazione ISEE aggiornata agli uffici comunali o attraverso i servizi online messi a disposizione dagli enti locali. La soglia di reddito e le modalità di richiesta possono variare da comune a comune; per questo è importante consultare il sito ufficiale del proprio Comune di residenza.

Scadenze e modalità di pagamento della TARI

Le scadenze per il pagamento della TARI 2026 sono stabilite da ciascun Comune, ma generalmente il tributo si suddivide in tre rate:

  • Primo acconto entro fine aprile
  • Secondo acconto entro fine luglio
  • Saldo entro fine dicembre

Il mancato rispetto delle scadenze comporta l’applicazione di sanzioni e interessi. È quindi fondamentale prestare attenzione alle date indicate negli avvisi di pagamento.

Per quanto riguarda le modalità di versamento, i comuni prevedono diverse opzioni: dal modello F24 (con codice tributo 3944), al bollettino postale, fino al pagamento tramite MAV o servizi digitali come PagoPA, che sta diventando sempre più diffuso per la sua comodità e sicurezza.

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