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Sei ascolti la musica così sei più intelligente della media: lo dice uno studio

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Sei ascolti la musica così sei più intelligente della media: lo dice uno studio - roadrunnerrecords.it

Alcune persone provano brividi o pelle d’oca ascoltando musica: la scienza spiega cosa succede nel loro cervello

fisica concreta, che può manifestarsi come un nodo alla gola, brividi lungo la schiena o pelle d’oca. Questa risposta, nota come frisson, è stata osservata in una parte della popolazione e, secondo diversi studi, dipende da una struttura cerebrale diversa rispetto a chi non la sperimenta. Il frisson non riguarda solo l’emozione, ma coinvolge un sistema di connessioni neuronali che collega le aree del cervello responsabili dell’ascolto a quelle delle emozioni. E chi prova questa sensazione, pare, ha anche caratteristiche cognitive e psicologiche particolari.

Che cos’è il frisson e perché non tutti lo provano

Il termine frisson, preso in prestito dal francese, indica un brivido intenso e involontario che può insorgere durante l’ascolto di un passaggio musicale particolarmente toccante. Secondo uno studio condotto presso l’Università della California del Sud, solo il 50% circa delle persone ha la capacità di provare queste sensazioni. Per indagare più a fondo, i ricercatori hanno sottoposto diversi volontari a una risonanza magnetica, osservando come reagiva il loro cervello durante l’ascolto di musica.

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Che cos’è il frisson e perché non tutti lo provano – roadrunnerrecords.it

I risultati mostrano che chi sperimenta il frisson possiede un numero maggiore di fibre nervose che connettono la corteccia uditiva (che elabora il suono) alle aree limbiche (che regolano le emozioni). Questa maggiore densità di connessioni facilita una comunicazione più diretta tra l’ascolto e il sentire, rendendo più probabile che una sequenza di note inneschi una risposta fisica intensa. La musica, in questi soggetti, non viene solo ascoltata, ma vissuta con tutto il corpo.

Ciò che rende il fenomeno ancora più affascinante è il suo significato evolutivo, che resta in parte da chiarire. In natura, ogni reazione ha una funzione, e gli scienziati si interrogano su quale possa essere quella del frisson. Potrebbe trattarsi di un meccanismo sociale, utile a rafforzare i legami di gruppo attraverso l’emozione condivisa, oppure un effetto collaterale positivo di un sistema nervoso più integrato e sensibile.

Il profilo psicologico di chi prova il frisson: apertura mentale, curiosità e intelligenza

Un secondo studio, condotto da un altro gruppo di ricercatori sullo stesso fenomeno, ha approfondito il profilo psicologico delle persone capaci di provare il frisson. Le analisi suggeriscono che non si tratta solo di una differenza neurofisiologica, ma anche di un tratto della personalità. Le persone soggette a queste reazioni mostrano una maggiore apertura mentale, risultano più curiose, creative e inclini all’esplorazione emotiva.

La chiave sarebbe proprio la fitta rete di collegamenti cerebrali, che non solo permette un dialogo più efficace tra aree sensoriali ed emotive, ma favorisce anche una maggiore elaborazione cognitiva. Questo tipo di cervello, più interconnesso, sembra essere legato a forme di intelligenza più articolate, capaci di cogliere sfumature, anticipare strutture musicali e riconoscere pattern emotivi complessi.

Chi sperimenta il frisson, quindi, non ascolta solo per sentire, ma interpreta, ricorda, associa. E proprio queste capacità lo rendono anche più sensibile a variazioni armoniche, cambi di ritmo o passaggi orchestrali che altri, semplicemente, non notano. La risposta fisica – il brivido, la pelle d’oca – sarebbe la punta dell’iceberg di un processo neurologico molto più ricco, che coinvolge emozioni profonde, memorie pregresse e un’attivazione sensoriale diffusa.

Gli studi in corso stanno cercando di capire se il frisson possa avere applicazioni cliniche, ad esempio nella musicoterapia, o se rappresenti un indicatore utile per lo studio delle neurodivergenze e dell’intelligenza emotiva. Intanto, chi lo sperimenta può continuare a lasciarsi attraversare da quelle note che, per un attimo, muovono non solo l’anima ma anche il corpo.

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