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Pensione di reversibilità, solo in questo caso alla vedova spetta il 100%: come funziona

Gestita dall’INPS, questa prestazione previdenziale
Cos’è e a chi spetta la pensione di reversibilità(www.roadrunnerrecords.it)

La pensione di reversibilità rappresenta un importante sostegno economico per i familiari superstiti del lavoratore o pensionato deceduto.

Gestita dall’INPS, questa prestazione previdenziale viene concessa su domanda e si basa su una serie di requisiti specifici che ne determinano l’ammontare e la durata.

In particolare, il diritto del coniuge superstite a percepire un importo pari al 100% della pensione del defunto si verifica solo in precise circostanze, legate soprattutto alla presenza di figli a carico. Vediamo nel dettaglio come funziona e quali sono le condizioni aggiornate nel 2026.

La pensione di reversibilità è una prestazione previdenziale erogata dall’INPS ai familiari superstiti in caso di decesso del titolare di una pensione o di un assicurato che abbia maturato i requisiti contributivi necessari. Essa si distingue dalla pensione indiretta, che viene invece riconosciuta ai superstiti di un lavoratore deceduto prima di aver raggiunto il diritto alla pensione, purché siano stati versati contributi per un periodo minimo.

I beneficiari della pensione di reversibilità sono:

  • Il coniuge superstite, anche se separato legalmente o divorziato (quest’ultimo solo se titolare di assegno divorzile);
  • I figli minori, studenti universitari fino a 26 anni, o inabili al lavoro, sempre se a carico del defunto;
  • I nipoti minorenni e a carico, in assenza di figli;
  • I genitori, solo in assenza di coniuge, figli e nipoti, se a carico e con almeno 65 anni di età;
  • I fratelli e le sorelle nubili o celibi, inabili e a carico, in mancanza degli altri parenti sopra indicati.

La domanda per ottenere la pensione di reversibilità deve essere presentata all’INPS e il diritto decorre dal primo giorno del mese successivo alla data di morte del pensionato o assicurato.

Quando il coniuge superstite ha diritto al 100% della pensione

L’importo della pensione di reversibilità varia in base alla composizione del nucleo familiare superstite e ai redditi del beneficiario. Il parametro fondamentale per il calcolo è la percentuale della pensione del defunto spettante ai superstiti, che si suddivide come segue:

  • Il coniuge superstite percepisce il 60% della pensione se non ci sono figli a carico;
  • Se è presente un figlio, la quota sale all’80% della pensione, di cui il 60% al coniuge e il 20% al figlio;
  • Nel caso di due o più figli, la pensione di reversibilità raggiunge il 100%, ripartita tra coniuge e figli in parti proporzionali;
  • In assenza del coniuge, ma con tre o più figli aventi diritto, la pensione è erogata al 100% ripartita tra i figli.

Quindi, l’unico caso in cui il coniuge superstite può percepire il 100% della pensione è quando ci sono almeno due figli a carico che risultano beneficiari del trattamento, oppure in assenza del coniuge e con tre o più figli.

Un elemento essenziale per il riconoscimento della pensione è che il familiare superstite fosse a carico economicamente del defunto al momento della morte, condizione che si traduce anche nella convivenza abituale con il titolare del trattamento pensionistico.

Inoltre, la pensione di reversibilità è soggetta a limiti reddituali: se il coniuge o altri beneficiari possiedono redditi superiori a determinate soglie, l’importo viene ridotto in percentuale. Tuttavia, questa decurtazione non si applica se tra i superstiti ci sono figli minorenni, studenti o inabili.

La pensione di reversibilità spetta anche al coniuge legalmente separato

La reversibilità in caso di separazione o divorzio (www.roadrunnerrecords.it)

La pensione di reversibilità spetta anche al coniuge legalmente separato, a condizione che sussista un assegno alimentare a suo favore. Nel caso del coniuge divorziato, il diritto è riconosciuto solo se:

  • L’assicurato è deceduto dopo l’entrata in vigore della legge n. 74/1987;
  • Il coniuge divorziato è titolare di assegno divorzile e non ha contratto nuove nozze;
  • Il rapporto assicurativo del defunto è antecedente alla sentenza di divorzio.

Se dopo il divorzio il defunto contrae un nuovo matrimonio, la pensione di reversibilità viene suddivisa tra il coniuge superstite e l’ex coniuge divorziato in base alla durata dei rispettivi matrimoni, con ripartizione decisa dal tribunale.

Il diritto di abitazione del coniuge superstite e le implicazioni fiscali

Oltre alla pensione di reversibilità, il coniuge superstite gode del diritto di abitazione sulla casa coniugale e sull’uso dei mobili presenti, anche in presenza di altri eredi come i figli. Tale diritto, previsto dall’articolo 540 del Codice Civile, si applica alla casa adibita a residenza familiare del defunto o di proprietà comune.

Il diritto di abitazione:

  • Si acquisisce automaticamente all’apertura della successione;
  • È personale e non trasferibile né pignorabile;
  • Cessa se il coniuge superstite interrompe volontariamente la convivenza o dà in locazione l’immobile.

Per quanto riguarda le imposte locali, il coniuge superstite è l’unico soggetto passivo ai fini di IMU e TASI sulla casa di abitazione, ma gode dell’esenzione prevista per l’abitazione principale, a meno che l’immobile non rientri nelle categorie catastali di lusso.

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