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La chitarra a dodici corde: caratteristiche, storia e consigli per suonarla al meglio

La chitarra a dodici corde: caratteristiche, storia e consigli per suonarla al meglio
La chitarra a dodici corde: caratteristiche, storia e consigli per suonarla al meglio

La chitarra a dodici corde rappresenta uno strumento musicale di grande fascino e versatilità, apprezzato da decenni sia nel mondo della musica folk che in quello del rock, del pop e del jazz. Caratterizzata da un suono ricco e avvolgente, questa particolare chitarra si distingue per la presenza di dodici corde disposte in sei coppie, con un accordatura che alterna corde all’unisono e corde all’ottava superiore, conferendole un timbro unico e immediatamente riconoscibile.

Caratteristiche tecniche e costruzione della chitarra a dodici corde

Dal punto di vista costruttivo, la chitarra a dodici corde mantiene molte similitudini con il modello tradizionale a sei corde, ma con alcune differenze importanti. La paletta, o cavigliere, è più larga per ospitare un maggior numero di meccaniche, che possono essere installate singolarmente o con rulli interni. Un’altra caratteristica fondamentale è il manico, che deve sopportare una trazione quasi doppia rispetto alla versione standard, ed è quindi dotato di una barra chiamata truss rod, spesso a doppia azione, per garantire stabilità e durata.

L’accordatura della chitarra a dodici corde prevede che le prime due coppie di corde (mi cantino e si) siano accordate all’unisono, mentre le altre quattro coppie (dal sol al mi basso) abbiano una corda più spessa accordata alla nota fondamentale e una più sottile accordata un’ottava sopra. Questo sistema crea un suono ricco di armoniche e brillantezza, molto apprezzato per accompagnamenti e assoli.

Esistono varie versioni di questo strumento: modelli folk, elettrici, resofonici e semiacustici, esclusivamente con corde metalliche. La versione elettrica, in particolare, tende a non adottare il ponte tremolo a causa della maggiore tensione delle corde, anche se alcune eccezioni come la Guild Starfire SF-XII e la Yamaha FG720S-12 confermano la possibilità di personalizzazioni.

L’importanza storica e l’uso nella musica contemporanea

La chitarra a dodici corde ha avuto un ruolo determinante nell’evoluzione di molti generi musicali. Uno dei primi a portarla alla ribalta fu Leadbelly (Huddie William Ledbetter) tra gli anni ’30 e ’50, considerato un virtuoso dello strumento. Negli anni ’60, artisti come Roger McGuinn dei The Byrds fecero della Rickenbacker 370/12 un marchio di fabbrica, mentre i Beatles la utilizzarono in brani celebri come You’ve Got to Hide Your Love Away di John Lennon e If I Needed Someone di George Harrison.

Altri grandi musicisti che hanno valorizzato la chitarra a dodici corde includono Leo Kottke, che nel 1969 pubblicò l’album 6 & 12 String Guitar dedicato allo strumento, e Jimmy Page, che la impiegò in diverse registrazioni e performance. Anche Jimi Hendrix la utilizzò, in particolare nella versione acustica di Hear My Train A Comin’.

David Bowie è un altro interprete che ha fatto largo uso di questa chitarra nei suoi album e concerti, con brani come Space Oddity e Starman eseguiti con la dodici corde, mentre Brian May dei Queen ha integrato questo strumento in tour e registrazioni, preferendo modelli come la Ovation Pacemaker 1615 e la Guild Jumbo.

Nel panorama italiano, artisti come Edoardo Bennato, Lucio Battisti e Herbert Pagani hanno sfruttato le potenzialità sonore della chitarra a dodici corde, contribuendo a diffonderne la popolarità anche nel nostro paese.

Innovazioni e modelli particolari: chitarre a più manici e customizzazioni

Un’evoluzione interessante della chitarra a dodici corde è rappresentata dalle versioni a due o più manici, spesso utilizzate da chitarristi esperti per estendere le possibilità espressive. La Gibson EDS-1275, celebre per essere stata utilizzata da Jimmy Page e Slash, combina un manico a dodici corde con uno a sei corde, consentendo passaggi rapidi tra timbri diversi.

Altri modelli custom, come la Ibanez Jem a tre manici di Steve Vai, includono un manico a dodici corde insieme a manici a sei corde con tremolo o fretless, offrendo un’ampia gamma di sonorità in un unico strumento. Anche Brian May si è esibito con una replica della sua Red Special in versione a doppio manico con dodici e sei corde durante il tour Queen + Adam Lambert del 2012.

La scelta della disposizione delle corde può variare anche in strumenti artigianali di alta qualità, dove la disposizione delle quattro coppie accordate all’ottava può essere invertita per ottenere un peso tonale differente, sebbene questa configurazione resti molto rara e riservata a liutai d’eccezione.

La chitarra a dodici corde continua a essere uno strumento amato e utilizzato da musicisti di tutto il mondo, grazie al suo suono unico e alla capacità di arricchire gli arrangiamenti con un carattere sonoro immediatamente riconoscibile e avvolgente.

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