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Bonus casa 2026: esiste davvero un aiuto per chi ha perso tutto dopo il divorzio (ma è segreto)

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Bonus Casa per chi ha perso tutto dopo il divorzio - Roadrunnerrecords.it

Per chi ha perso tutto dopo il divorzio c’è un aiuto davvero concreto, un Bonus casa da richiedere: quali documenti servono.

La Legge di Bilancio 2026 introduce una misura che pochi conoscono, ma che potrebbe rivelarsi decisiva per molti genitori separati o divorziati.

È il nuovo fondo per il sostegno abitativo, previsto dall’articolo 56 della legge 199/2025: un aiuto pensato per chi, dopo la fine di un matrimonio o di una convivenza, si ritrova senza la casa familiare e deve ricominciare da zero. Una misura reale, concreta, ma con una dotazione talmente ridotta da renderla quasi “segreta”: appena 20.000 euro per tutto il 2026.

Un fondo per chi perde la casa dopo la separazione

Il nuovo bonus nasce per sostenere i genitori che, a seguito di un provvedimento del tribunale, non possono più abitare nella casa familiare. È una situazione molto comune: l’immobile viene assegnato al genitore che vive stabilmente con i figli, mentre l’altro deve trovare una nuova sistemazione, spesso sostenendo costi doppi tra affitto, utenze e spese di mantenimento.

Il fondo ha un obiettivo preciso: garantire un ambiente adeguato ai figli anche durante i periodi di visita, riducendo l’impatto economico della separazione. La misura è valida per tutto il 2026, ma l’accesso sarà una corsa contro il tempo: con risorse così limitate, le domande verranno probabilmente esaurite in poche ore. La platea dei beneficiari è molto specifica. Possono accedere al fondo i genitori che:

  • risultano legalmente separati o divorziati
  • non abitano più nella casa familiare perché non assegnata dal tribunale
  • hanno almeno un figlio fiscalmente a carico con meno di 21 anni

Il requisito economico sarà determinato da un ISEE aggiornato, che dovrà rientrare nei limiti fissati dal decreto attuativo in arrivo. Il principio è chiaro: il bonus è destinato a chi si trova in una condizione di fragilità economica dopo la separazione. Per ottenere il contributo, il genitore deve aver stipulato un regolare contratto di locazione per una nuova abitazione. Sono ammessi: contratto libero 4+4, contratto concordato 3+2 e contratto transitorio da 1 a 18 mesi.

Documenti casa firma

Un concreto aiuto per chi, dopo il divorzio, deve cercare casa – Roadrunnerrecords.it

Il fondo non copre solo il canone mensile, ma anche le spese iniziali che pesano su chi deve trasferirsi, ovvero cauzione (da uno a tre mesi), imposta di registro, bolli e costi di trasloco. Se il proprietario opta per la cedolare secca, l’imposta di registro non è dovuta, riducendo ulteriormente le spese. Il contributo potrebbe arrivare fino a 800 euro al mese, ma le modalità operative non sono ancora state definite. Si attende un decreto ministeriale che stabilirà: come presentare la domanda, quali piattaforme utilizzare e quali criteri di priorità verranno applicati.

Nel frattempo, chi è interessato dovrebbe preparare subito la documentazione:

  • sentenza di separazione o provvedimento del giudice
  • ISEE aggiornato
  • contratto di affitto registrato o ricevute di pagamento
  • certificazioni fiscali dei figli a carico

Con soli 20.000 euro disponibili, la rapidità sarà decisiva: quando il portale aprirà, i fondi potrebbero esaurirsi in pochissimo tempo. Il nuovo bonus casa 2026 rappresenta un segnale importante: lo Stato riconosce finalmente le difficoltà di chi, dopo una separazione, deve ricostruire una vita abitativa per sé e per i figli. Tuttavia, la dotazione economica è talmente ridotta da renderlo un aiuto simbolico più che strutturale.

La misura c’è, esiste davvero, ma sarà accessibile solo a pochissimi. Ecco perché molti lo definiscono un bonus “segreto”: non per mancanza di trasparenza, ma perché rischia di sparire nel giro di poche ore.

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