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Assegno di inclusione, a febbraio possibili sospensioni: ecco chi rischia e come verificare

l mese in corso si presenta come un punto nodale nell’ambito dei controlli,
Aggiornamenti sul calendario e sulle procedure di pagamento dell’Assegno di inclusione(www.roadrunnerrecords.it)

Con l’avvio dei pagamenti di febbraio dell’Assegno di inclusione, cresce l’attenzione verso le verifiche sui requisiti dell’INPS.

Il mese in corso si presenta come un punto nodale nell’ambito dei controlli, in quanto spesso si manifestano sospensioni e ritardi nei pagamenti dovuti a irregolarità nell’ISEE 2026, nelle comunicazioni e nel rispetto degli obblighi previsti dal Patto di attivazione digitale (PAD).

L’Assegno di inclusione è una misura nazionale introdotta dal 1° gennaio 2024 come strumento di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, frutto del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, e successive modifiche apportate dalla legge di bilancio 2025 e 2026. Il beneficio economico, rivolto a nuclei familiari con almeno un componente minorenne, con disabilità certificata o in condizioni di svantaggio sociale, viene erogato tramite la Carta di inclusione (Carta ADI), un supporto elettronico ricaricabile che consente acquisti, pagamenti di utenze e affitti, oltre a prelievi di contante entro limiti stabiliti.

Il pagamento di febbraio si articola su due date principali:

  • 15 febbraio 2026: accredito per le nuove domande accolte e per le riattivazioni delle posizioni già esistenti, a condizione che sia stato completato l’iter con la sottoscrizione del Patto di attivazione digitale e l’esito positivo dell’istruttoria INPS;
  • 27 febbraio 2026: rinnovo mensile destinato ai beneficiari già attivi, con ricarica ordinaria della Carta ADI, subordinata alla verifica del mantenimento dei requisiti, in particolare la validità e congruità dell’ISEE.

Per i nuclei familiari, l’accesso e il mantenimento dell’assegno richiedono una serie di condizioni stringenti, tra cui il rispetto degli obblighi di comunicazione riguardanti redditi, rapporti di lavoro e composizione del nucleo familiare, nonché la partecipazione attiva ai percorsi di inclusione sociale e lavorativa previsti dal PAD.

I controlli INPS e le criticità legate all’ISEE e agli obblighi di attivazione

L’INPS esercita un controllo rigoroso sulla regolarità delle posizioni, in particolare attraverso la verifica incrociata dei dati reddituali e patrimoniali certificati dall’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE 2026), strumento fondamentale per misurare la condizione economica dei nuclei familiari. Il nuovo Portale unico ISEE, attivo dal 2023, ha facilitato la presentazione delle dichiarazioni, ma permane l’esigenza di aggiornare tempestivamente l’ISEE per evitare sospensioni.

Le principali irregolarità riscontrate riguardano:

  • ISEE scaduti, incompleti o con omissioni che compromettono la validità del requisito economico;
  • mancata comunicazione di attività lavorative tramite il modello Adi-Com;
  • inadempienze nel rispetto del Patto di attivazione digitale, quali la mancata firma del PAD, l’assenza ingiustificata agli appuntamenti con i servizi sociali e i Centri per l’impiego, o il rifiuto dei percorsi di inclusione.

Queste criticità si traducono in sospensioni temporanee dell’erogazione del beneficio o nella richiesta di integrazioni documentali da parte dell’INPS, in modo da garantire la corretta destinazione delle risorse pubbliche.

l quadro normativo aggiornato, con le modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2026, ha ampliato la platea dei potenziali beneficiari

Requisiti e novità normative per l’accesso all’Assegno di inclusione (www.roadrunnerrecords.it)

Il quadro normativo aggiornato, con le modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2026, ha ampliato la platea dei potenziali beneficiari aumentando le soglie di reddito e patrimonio e incrementando la franchigia sulla casa di abitazione di proprietà. Tra i requisiti fondamentali per accedere all’Assegno di inclusione vi sono:

  • Cittadinanza italiana, europea, o titolarità di permessi di soggiorno di lungo periodo o protezione internazionale, con residenza in Italia continuativa da almeno cinque anni, di cui due negli ultimi due anni;
  • un ISEE non superiore a 10.140 euro, con soglie di reddito familiare differenziate in base alla composizione del nucleo e alle condizioni di età e disabilità, e patrimonio immobiliare e mobiliare entro limiti prestabiliti;
  • assenza di autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc o motoveicoli superiori a 250 cc immatricolati da meno di 36 mesi, salvo casi di agevolazione per disabilità;
  • adesione a un percorso personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa, formalizzata con la sottoscrizione del Patto di attivazione digitale.

L’importo del beneficio è composto da una quota base di integrazione del reddito e da un contributo per il canone di locazione, che può raggiungere rispettivamente fino a 6.500 euro annui e 3.640 euro annui, con importi inferiori per nuclei composti esclusivamente da persone over 67 anni o con disabilità grave.

Il periodo di erogazione è continuativo per un massimo di 18 mesi, rinnovabile per ulteriori 12 mesi, con sospensione obbligatoria di un mese tra i rinnovi.

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