
Ingredienti per un "No, Virginia": 1) una b-side dal nostro ultimo disco, 2) quattro brani inediti, 3) un vecchio demo, 4) una cover anni ’80 (come poteva mancare!) e 5) cinque re-make di altrettanti vecchi brani che non avevamo mai registrato. Spolverate il tutto con un po’ di talento del produttore Sean Slade e le note di una viola… e il disco è fatto!
I cinque nuovi brani di questo disco non erano stati inclusi nei nostri due album precedenti, ma visto che ci piacciono particolarmente abbiamo deciso che era giunta l’ora di registrarli prima che fosse troppo tardi. Siamo entrati in studio a Gennaio, freschi di tour, e abbiamo messo insieme questo best of in cinque giorni, mixaggio compreso. E’ stato molto catartico. Le b-sides mai pubblicate di Yes, Virginia erano TROPPO BELLE per essere relegate a ruolo di b-sides, quindi le abbiamo messe nel nuovo album. Ogni mese ci trovavamo a dire cose del tipo “Cazzo, ‘Ultima’ è un pezzo fantastico. Perché non l’abbiamo registrata?” o “Cazzo, ‘The Kill’ è la miglior canzone che abbiamo mai scritto. Perché non l’abbiamo messa nel disco? Ci eravamo fatti di crack?”
E in questo modo è nato "No, Virginia"…
I brani ripercorrono i cinque anni della band, dalle prime prove in studio fino alle registrazioni di "Yes, Virginia", e rappresentano i figli bastardi partoriti dal nostro lavoro in questi anni. Ascoltare l’album è sorprendente; ha un sound molto più ‘pop’ rispetto ai nostri album precedenti. Forse stavo cercando di nascondere il nostro lato pop quando abbiamo selezionato i pezzi per gli altri dischi. Può essere. Ma alla fine mi sono arresa e ho ceduto al mio lato new wave. A questo punto per dovere di cronaca dovrei aggiungere che quando abbiamo registrato "Yes, Virginia", “Ultima Esperanza” è stato un brano facilissimo da scrivere. Ma è una canzone splendida.
“Boston” non è rientrata in "Yes, Virginia" perché non volevamo far passare troppo velocemente il tempo. Ci siamo scontrati molto su questo punto. Ricordo ancora che giravamo su e giù nello studio cercando di prendere una decisione. Abbiamo deciso di lasciar fuori il brano, ma mi sono ripromessa che prima o poi gli avremmo trovato un posto. E in questo album finalmente ha il posto che si merita.
Durante la creazione di "No, Virginia" abbiamo pensato di includere pezzi un po’ ostici come “Lonesome Organist Rapes Page-Turner” (l’unica b-side ufficiale dell’album) e la cover di “Pretty in Pink” che realizzammo per una compilation ispirata alle reunion degli ex studenti delle scuole superiori. Anche l’incredibile demo di “Mouse and the Model” ha finalmente trovato spazio nella nostra discografia, per la nostra gioia.
Il titolo del nostro secondo album, Yes, Virginia, fa riferimento alla famosa lettera “Yes, Virginia, there is Santa Claus” apparsa sul New York Sun nel 1897. E quel Santa Claus di pelouche in copertina l’ho fotografato fuori dai Mad Oak Studios dove stavamo ultimando le registrazioni. L’ho trovato semplicemente perfetto.
"No, Virginia"… Santa Claus non esiste. Ma i The Dresden Dolls hanno fatto un album che spacca proprio per tirarti su il morale.
Disponibile anche in vinile LP (Acquista)











