
Alcuni anni fa un gruppo emergente ha cominciato a imporsi e a far luce nella musica come un faro nella notte. Oggi i Black Stone Cherry sono giunti al secondo album su RoadRunner Records, "Folklore and Superstition".
“C’è un mistero che accompagna il folklore e la superstizione”, afferma il batterista dei Black Stone Cherry John Fred Young. “Siamo intrigati e interessati dalla storia, dalle nostre radici e dal nostro patrimonio culturale. Ecco perché inseriamo questi elementi nei nostri brani”.
La capacità di raccontare storie avvincenti e racconti non è l’unica componente della musica dei Black Stone Cherry. "Folklore and Superstition" non è solo un album rock scritto da una band del Sud. E’ un album rock ‘n roll americano. E’ un lavoro senza tempo scritto da musicisti destinati a portare la propria musica dalle strade secondarie americane ai quattro angoli del globo. “Prendiamo la tradizione del Sud e la rendiamo appetibile per il resto del mondo”, afferma il bassista/cantante Jon Lawhon.
I Black Stone Cherry non si sono allontanati molto da casa per registrare l’album. La band ha composto tutti i pezzi nella famigerata Practice House, una vecchia fattoria utilizzata dal padre e dallo zio di John Fred per scrivere i pluripremiati album dei Kentucky Headhunters. Un brano come “Soul Creek” riempie la stanza di un sound rock molto vintage, e infatti il pezzo è nato attorno ad un falò creato in una piccola insenatura lungo le strade di campagna.
La band ha arruolato il famoso produttore rock Bob Marlette (Ozzy, Shinedown, Quiet Riot) e si è diretta ai Blackbird Studios di Nashville, 85 miglia dalla loro città natale (Edmonton, nel Kentucky). I Blackbird Studios hanno ospitato tutti i grandi nomi del rock, da Kid Rock a The Racounters. “Abbiamo inserito anche suoni regionali nell’album”, afferma Young. La band ha utilizzato anche il verso di un tacchino, un banjo e un catino, tra le altre cose. Jon Lawhon ricorda “Ho creato un washtub bass partendo da un manico di scopa e della corda di nylon!” E’ chiaro che la band non si è tirata indietro quando si è trattato di esplorare e sperimentare. “Durante le registrazioni volevamo valutare tutte le opzioni, lasciare aperte tutte le porte” afferma il chitarrista/cantante Ben Wells.
Dall’inquietante andatura di “The Key” alla rock “Blind Man”, al passo trionfante di “Soul Creek” al sincero messaggio di “Peace Is Free”, i Black Stone Cherry sostengono che i segreti di "Folklore and Superstition" siano semplicemente la fratellanza, la famiglia, gli amici e la propria casa: niente di più, niente di meno.











