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Membri
Sameer Gadhia
Jacob Tilley
Eric Cannata
Payam Doostzadeh
Francois Comtois
Gli YOUNG THE GIANT scrivono una sorta di rock'n'roll melodico e sublime che spicca per la sua grandezza. Dalle percussioni sconvolgenti e il coro di “My Body” al fervore malato d’amore di "Cough Syrup", al pop solare uptempo di "I Got", il quintetto californiano debutta con una collezione di canzoni che annunciano la nascita di una nuova e grande band. “Islands” sposa bizzarri ritmi jazz con l’indimenticabile falsetto del cantante Sameer Gadhia per creare un effetto formidabile. La chitarra elettrica che scandisce "Street Walker" avvolge di mistero i ritmi dance della canzone, ed è impossibile interpretare il muro di chitarre suonanti di "Twelve Fingers" se non come pura gioia. Gli YOUNG THE GIANT suonano grandi show con grandi idee, e non sono per niente timidi in questo. Considerando il coro di "Guns Out", dove Gadhia canta sottolineando testi sconsolati su un crescendo di rumore: "You'll drive in my car/ just tell me we are going somewhere/ where the stars meet the sky/ And all these people with small dreams / are looking up at the big screen/ Well, am I wrong or am I right?"
In possesso di una levigata capacità compositiva solitamente attribuita a musicisti molto più esperti, i membri della band hanno un'età compresa tra i 20 e i 22 anni. Composti da Gadhia, Jacob Tilley (chitarra), Eric Cannata (chitarra/voce), Payam Doostzadeh (basso) e Francois Comtois (batteria/voce), gli YOUNG THE GIANT presentano un diversificato set di idee musicali, tanto vario quanto il loro backgound etnico: indiano, persiano, inglese e franco-canadese. Ma condividono una raffinata sensibilità e sono tutti nativi di Orange County. Se il loro suono è così lucido è perché suonano insieme dai tempi dalle scuole superiori. "Abbiamo iniziato a scrivere musica quando eravamo molto giovani", ricorda Gadhia. "Quando avevo 16 anni pensavo fosse divertente suonare nei bar di Orange County. Vedere come la musica funzionasse a quell'età è stato interessante. Tutti si stringevano agli altri, era una grande comunità di amici".
Sviluppate le proprie capacità grazie a show a Irvine e Newport Beach, la band ha iniziato a mutare in qualcosa di ben più che un hobby solo dopo l'ingresso di Gadhia e Tilley al college. "Jacob e Sameer ci avrebbero raggiunti dal nord della California per provare nuovo materiale durante gli show", commenta Comtois. "In questo modo avremmo valutato le canzoni su cui stavamo lavorando, e lo avremmo fatto grazie alla risposta del pubblico". La risposta straordinariamente positiva ha convinto i Nostri a perseguire la musica a tempo pieno. La band registrò l'EP "Shake My Hand", una raccolta di sette brani che includeva una versione di "Cough Syrup", versione divenuta una delle favorite di KROQ. Forte del nuovo seguito, la formazione intraprende un tour nel 2009 e cattura l'attenzione di Roadrunner Records. Dopo aver aperto lo show dei Wings e dei King Of Leon alla House Of Blues di Chicago la band firma, nell'agosto 2009, un contratto con Roadrunner Records.
Per la maggior parte del 2010, quando non erano in tour, i musicisti hanno vissuto a Newport Beach e a Los Angeles, scrivendo e registrando il loro album di debutto. Hanno inoltre acquisito un nuovo nome. Inizialmente conosciuti come Jakes, sono divenuti ufficialmente YOUNG THE GIANT nel gennaio del 2010. "Abbiamo iniziato quando avevamo 16, 17 anni e la nostra vera capacità compositiva è arrivata più tardi", continua Gadhia. "Volevamo suonare sotto un altro nome, che facesse sentire tutti noi a proprio agio". (Gadhia spiega, inoltre, che il nome è volutamente privo di senso logico, nato per evocare curiosità. Sul profilo MySpace della band Gadhia indica la fiaba dei fratelli Grimm "The Young Giant" come un felice incidente). Per iniziare a scrivere, la band si è trasferita in una casa sull'oceano a Newport Beach, luogo che avrebbe portato la giusta ispirazione per il disco. "Si tratta di libertà, di fare musica che ci piace suonare", commenta Comtois. "Questo è ciò che abbiamo vissuto sulla spiaggia. Ascoltando l'album ricordo tutto quanto abbiamo fatto insieme negli ultimi due anni". "Molte delle idee presenti sul disco arrivano dal tempo trascorso qui", conferma Gadhia. "Dal concetto di estate eterna e di giovinezza".
Gli YOUNG THE GIANT hanno vissuto sulla spiaggia per circa sette mesi, poi si sono trasferiti in un appartamento a West Hollywood utilizzato sia come abitazione sia come spazio creativo. È stato qui che la band ha iniziato a lavorare con il produttore Joe Chiccarelli, noto per collaborazioni con White Stripes, The Racounteurs e My Morning Jacket, formazioni ammirate dai Nostri (Bo Koster dei My Morning Jacket appare come ospite alle tastiere in molti dei brani dell'album e Roger manning, tastierista di Beck, suona in "Your Side"). La formazione ha registrato live molte delle canzoni agli Sunset Sound Studios di LA, esperienza inizialmente scoraggiante ma dal risultato più che soddisfacente. "Joe pretende molto dai suoi musicisti", racconta Gadhia. "Ha tirato fuori il meglio di noi in molti modi. Credo che nessuno possa competere con il suo livello di precisione. La combinazione tra le sue capacità e la nostra energia ha fatto sì che tutto funzionasse alla perfezione".
Tra le registrazioni agli Sunset Sound Studios e agli Kingsize Studios di LA con Chiccarelli e il mix agli Electric Lady Studios di NYC con Michael Brauer (Coldplay, My Morning Jacket) a metà del 2010, gli YOUNG THE GIANT hanno fatto il giro del Paese in tour con Minus The Bear e Steel Train. Come provano passione per il lavoro in studio, allo stesso modo si sentono a proprio agio in sede live, altro luogo dove lavorare sulle personali idee. "Essere on the road è come vivere una continua avventura", conclude Comtois. "Guardo al modo in cui Kerouac ha visto l'America, passando da città in città. Se sei in una band, questa è la cosa più vicina a quello stile di vita e quella energia si riversa negli show, soprattutto perché siamo tutti amici. Ci divertiamo davvero molto a suonare insieme. Abbiamo jammato per così tanto tempo tra noi, anche on stage, che è l'atto di suonare musica insieme ad essere fantastico, prima di ogni altra cosa".
In possesso di una levigata capacità compositiva solitamente attribuita a musicisti molto più esperti, i membri della band hanno un'età compresa tra i 20 e i 22 anni. Composti da Gadhia, Jacob Tilley (chitarra), Eric Cannata (chitarra/voce), Payam Doostzadeh (basso) e Francois Comtois (batteria/voce), gli YOUNG THE GIANT presentano un diversificato set di idee musicali, tanto vario quanto il loro backgound etnico: indiano, persiano, inglese e franco-canadese. Ma condividono una raffinata sensibilità e sono tutti nativi di Orange County. Se il loro suono è così lucido è perché suonano insieme dai tempi dalle scuole superiori. "Abbiamo iniziato a scrivere musica quando eravamo molto giovani", ricorda Gadhia. "Quando avevo 16 anni pensavo fosse divertente suonare nei bar di Orange County. Vedere come la musica funzionasse a quell'età è stato interessante. Tutti si stringevano agli altri, era una grande comunità di amici".
Sviluppate le proprie capacità grazie a show a Irvine e Newport Beach, la band ha iniziato a mutare in qualcosa di ben più che un hobby solo dopo l'ingresso di Gadhia e Tilley al college. "Jacob e Sameer ci avrebbero raggiunti dal nord della California per provare nuovo materiale durante gli show", commenta Comtois. "In questo modo avremmo valutato le canzoni su cui stavamo lavorando, e lo avremmo fatto grazie alla risposta del pubblico". La risposta straordinariamente positiva ha convinto i Nostri a perseguire la musica a tempo pieno. La band registrò l'EP "Shake My Hand", una raccolta di sette brani che includeva una versione di "Cough Syrup", versione divenuta una delle favorite di KROQ. Forte del nuovo seguito, la formazione intraprende un tour nel 2009 e cattura l'attenzione di Roadrunner Records. Dopo aver aperto lo show dei Wings e dei King Of Leon alla House Of Blues di Chicago la band firma, nell'agosto 2009, un contratto con Roadrunner Records.
Per la maggior parte del 2010, quando non erano in tour, i musicisti hanno vissuto a Newport Beach e a Los Angeles, scrivendo e registrando il loro album di debutto. Hanno inoltre acquisito un nuovo nome. Inizialmente conosciuti come Jakes, sono divenuti ufficialmente YOUNG THE GIANT nel gennaio del 2010. "Abbiamo iniziato quando avevamo 16, 17 anni e la nostra vera capacità compositiva è arrivata più tardi", continua Gadhia. "Volevamo suonare sotto un altro nome, che facesse sentire tutti noi a proprio agio". (Gadhia spiega, inoltre, che il nome è volutamente privo di senso logico, nato per evocare curiosità. Sul profilo MySpace della band Gadhia indica la fiaba dei fratelli Grimm "The Young Giant" come un felice incidente). Per iniziare a scrivere, la band si è trasferita in una casa sull'oceano a Newport Beach, luogo che avrebbe portato la giusta ispirazione per il disco. "Si tratta di libertà, di fare musica che ci piace suonare", commenta Comtois. "Questo è ciò che abbiamo vissuto sulla spiaggia. Ascoltando l'album ricordo tutto quanto abbiamo fatto insieme negli ultimi due anni". "Molte delle idee presenti sul disco arrivano dal tempo trascorso qui", conferma Gadhia. "Dal concetto di estate eterna e di giovinezza".
Gli YOUNG THE GIANT hanno vissuto sulla spiaggia per circa sette mesi, poi si sono trasferiti in un appartamento a West Hollywood utilizzato sia come abitazione sia come spazio creativo. È stato qui che la band ha iniziato a lavorare con il produttore Joe Chiccarelli, noto per collaborazioni con White Stripes, The Racounteurs e My Morning Jacket, formazioni ammirate dai Nostri (Bo Koster dei My Morning Jacket appare come ospite alle tastiere in molti dei brani dell'album e Roger manning, tastierista di Beck, suona in "Your Side"). La formazione ha registrato live molte delle canzoni agli Sunset Sound Studios di LA, esperienza inizialmente scoraggiante ma dal risultato più che soddisfacente. "Joe pretende molto dai suoi musicisti", racconta Gadhia. "Ha tirato fuori il meglio di noi in molti modi. Credo che nessuno possa competere con il suo livello di precisione. La combinazione tra le sue capacità e la nostra energia ha fatto sì che tutto funzionasse alla perfezione".
Tra le registrazioni agli Sunset Sound Studios e agli Kingsize Studios di LA con Chiccarelli e il mix agli Electric Lady Studios di NYC con Michael Brauer (Coldplay, My Morning Jacket) a metà del 2010, gli YOUNG THE GIANT hanno fatto il giro del Paese in tour con Minus The Bear e Steel Train. Come provano passione per il lavoro in studio, allo stesso modo si sentono a proprio agio in sede live, altro luogo dove lavorare sulle personali idee. "Essere on the road è come vivere una continua avventura", conclude Comtois. "Guardo al modo in cui Kerouac ha visto l'America, passando da città in città. Se sei in una band, questa è la cosa più vicina a quello stile di vita e quella energia si riversa negli show, soprattutto perché siamo tutti amici. Ci divertiamo davvero molto a suonare insieme. Abbiamo jammato per così tanto tempo tra noi, anche on stage, che è l'atto di suonare musica insieme ad essere fantastico, prima di ogni altra cosa".












