Una cruciale dichirazione: questo è "In Waves", quinto album in studio firmato TRIVIUM.
Una dichirazione su come comporre seguendo le proprie regole e su cosa significa essere una metal band contemporanea. Una dichirazione che sfida i confini di musica, sati d'animo, movimenti e immagini. Una dichirazione emblematica dell'evoluzione vissuta. Una dichirazione che impatterà su chiunque sarà disposto ad accogliera.
Le prime avvisaglie di "In Waves" risalgono al tour del 2009. È stato allora che Matt Heafy ha iniziato a ponderare la direzione desiderata per il quinto full length. La band si è sempre attenuta ai canoni che regolano il genere di riferimento, era il momento di andare oltre, verso una nuova dimensione.
Ognuno dei precedenti lavori | "Ascendancy" (2005), "The Crusade" (2006), "Shogun" (2008) | è stato in grado di raccogliere plausi e consensi da pubblico e critica. "Ascendency" ha cementato la posizione raggiunta, con oltre mezzo milione di copie vendute in tutto il mondo.
"Shogun" ha debuttato alla posizione #23 di Billboard Top 200 e nella top 100 di altri 18 Paesi. Entrati di diritto nella elite metal, i TRIVIUM hanno condiviso il palco con band come Iron Maiden e SLIPKNOT, fino a dominare gli stage di festival quali Download, Rock Star Energy Drink Mayhem e OZZfest. Hanno fatto tutto quanto si suppone debba fare una band metal. Tuttavia, nonostante il successo raggiunto, Heafy, Corey Beaulieu, Paolo Gregoletto e Nick Augusto avvertivano frustrazione per lo stadio raggiunto, fino a desiderare di superare nuovamente il limite.
"Questo album risponde a tutto quello che non abbiamo mai fatto come band e tutto ciò che stiamo vedendo nella musica contemporanea", afferma Heafy. "Vogliamo portare il metal a un livello superiore. Non diremo a nessuno cosa 'In Waves' significa. Vogliamo riportare fantasia e creatività nella mente di chi ascolta".
I TRIVIUM lasciano che sia di nuovo la musica a parlare. La title track e primo singolo si lega inscindibilmente a ritmi poliedrici e groove pronti a esplodere in uno dei cori più contagiosi mai proposti dalla band. Piuttosto che limitarsi a modificare il proprio suono, i TRIVIUM si sono adoperati per espandere il proprio impatto sonoro, fino a creare un ordinato e schiacciante caos. Ancora una volta, l'abilità tecnica è mitigata da una sensibilità melodica spesso inesplorata da band affini.
Riguardo al brano, Gregoletto dichiara: "Il riff di 'In Waves' è stato il primo che ho composto dopo il rientro dal tour per 'Shogun' e trae ispirazione da Meshuggah e Sepultura, per tecnica e groove, il tutto a favore di una nuova intensità. Dopo aver scritto questa canzone, non avevamo più paura di spingerci al di fuori del consueto e famigliare territorio".
"È stato il punto di svolta per la nostra musica", prosegue Heafy. "Contiene il coro più semplice che abbiamo mai realizzato e significa qualcosa di nuovo e diverso per tutti noi. Una sorta di evoluzione minimalista".
Semplicità e complessità si fondono fino a donare vita propria a ogni passaggio. "Inception of the End" passa da un raid thrash a un ammaliante inno, mentre liriche armoniose si fanno strada tra urla schizzofreniche, il tutto a favore dell'intensa "Watch the World Burn". Il culmine si raggiunge in "Leaving This World Behind", pronta ad affiancare riff dal vago sapore acustico, brutali linee vocali e un'orchestrale corrente elettronica. "Built to Fall" frantuma riff e barriere, donando allo stesso Heafy un inedito carisma.
L'intero album si muove e oscilla come un'entità fluida dalla personalità indipendente. "Unire il tutto ha richiesto uno sforzo cosciente" aggiunge Heafy. "Non si è trattato di inserire la parola giusta nel testo o l'ennesimo assolo di chitarra. Non eravamopreoccupati di mostrale quanto tecnico o brutuale può essere il nostro suono. Volevamo semplicemente fare qualcosa di grande. Semplificando i testi sono stati in grado di traslarli in molteplici dimensioni, fino a creare un'opera d'arte espansa su più livelli".
Per raggiungere quanto desiderato, i TRIVIUM si sono ritirati agli Paint It Black Studios di Altamonte Springs (FL). Con loro: Colin Richardson [MACHINE HEAD, Bullet for My Valentine], Martyn "Ginge" Ford e Carl Bown (giunto all'inzio del 2011). Dopo due anni di prove, la band aveva già ben chiaro l'intero quadro e una volta in studio ha proseguito la sperimentazione, senza farsi influenzare da alcun suono estraneo.
"Le influenze presenti in questo disco non fanno capo alla musica", spiega Heafy. "Le mie influenze sono legate a film e registi. Registi come David Lynch, Lars Von Trier, Paul Thomas Anderson e Christopher Nolan. Anche l'arte moderna ha giocato un ruolo fondamentale. Non ero solito frequentare musei o mostre, poi, quattro anni fa sono stato al Louvre e il mio rapporto con l'arte è cambiato. Mi piace l'arte moderna perché è completamente disgregata dalle regole ritenute classiche. L'arte contemporanea può essere qualsiasi cosa. Non c'è giusto o sbagliato. Questo mi ha incoraggiato a fare 'In Waves', a comporre la musica che volevamo davvero suonare".
Spingendo al massimo le proprie intuizioni, i TRIVIUM hanno testato una miriade di suoni, utilizzando ogni cosa: da tubi di cartone e estintori fino a pianoforti scordati. Lavorare con il nuovo batterista Nick Augusto ha, inoltre, facilitato il processo. "Nick è un batterista fantastico e apprende qualsiasi nozione con una velocità incredibile", commenta Beaulieu. "Nonostante insieme da poco, siamo stati in grado di creare molto più di quanto mai fatto e tutto in un lasso di tempo limitato. È stata un'esperienza creativa, frenetica e divertente".
"'In Waves' non è semplicemente la colonna sonora di un film, 'In Waves' è l'intero film", conclude Heafy. "È tutto e molto di più. Colonna sonora, immagini, emozioni, contenitore... un'esperienza in grado di andare oltre i formati standard. Lo scopo dell'arte è quello di ispirare la creativà e di portare alla nascita di nuova arte. Nessuno ha mai fatto l'album che avremmo sempre voluto ascoltare, così abbiamo deciso di pensarci da soli. È giunto il momento di elevare il metal, aprire nuove porte ed esplorare luoghi sconosciuti".
Matt Heafy voce, chitarra
Corey Beaulieu chitarra
Paolo Gregoletto basso
Nick Augusto batteria












