I primi passi di MILLER nel mondo della musica risalgono al 1968 e fanno capo agli Olympic Studios di Londra, gli stessi che hanno dato i natali ad alcune delle migliori opere dei The Beatles. Condiviso lo stesso tecnico del suono, MILLER ha trascorso diverse notti a osservare i quattro. La terza sera, dopo che John Lennon e Ringo Starr non si sono presentati alle registrazioni, MILLER si è unito a George Harrison e Paul McCartney per una jam improvvisata. Dopo poco anche Harrison ha lasciato lo studio e rimasti soli, MILLER e McCartney hanno rivolto le loro attenzioni a un brano su cui MILLER stava lavorando. I due chiusero in breve tempo "My Dark Hour" e decisero di registrare nuovamente tutto il disco. Al sorgere dell'alba, l'album di MILLER era stato completamente sovrainciso.
Una delle lezioni più importanti acquisite da MILLER osservando i The Beatles è che la band non stava lavorando a un solo album. Il gruppo stava pensando due o tre album avanti. Una strategia che MILLER ha adottado accumulando materiale per "Fly Like an Eagle" e "Jet Airliner" (1976/77): prodotti che hanno fatto di lui una delle più grandi rock star dei suoi tempi.
A quindici anni dall'ultimo disco in studio, nel marzo 2009 STEVE MILLER ha raggiunto lo Skywalker Ranch di George Lucas e, come fatto in precedenza con i suoi lavori più famosi, si è presentato più che preparato all'appuntamento, con abbastanza materiale per chiudere due produzioni inedite.
"Let Your Hair Down", secondo i piani, segue "BINGO!" (numero uno nelle classifiche blues di tutto il mondo) quale secondo nuovo album del ventunesimo secolo della STEVE MILLER BAND.
MILLER ha trascorso l'ultimo anno a rifinire, migliorare e perfezionare ogni passaggio, fino a realizzare un prodotto in grado di elevare il grande successo ottenuto dal diretto predecessore.
Affiancati dal produttore Andy Johns (Led Zeppelin, The Rolling Stones), MILLER e la sua band consolidano oggi una collaborazione che dura da anni e in grado di rafforzarsi concerto dopo concerto.
Nominato come ‘Rock-Blues Album of the Year’ dalla Blues Foundation, "BINGO!", primo disco in diciassette anni, è stato ampiamente lodato e celebrato da pubblico e critica, come hanno testimoniato concerti in grado di registrare il tutto esaurito pochi giorno dopo l'annuncio ufficiale.
La sessione conclusiva allo Skywalker porta con sé l'ultima prova su disco di Norton Buffalo, musicista che ha affiancato MILLER nel corso degli ultimi trentatre anni e scomparso nell'ottobre 2009. L'inconfodible stile di Buffalo e della sua armonica sono parte essenziale di "Let Your Hair Down", come dimostrano brani quali “Snatch It Back and Hold It”, “Sweet Home Chicago” e “Just a Little Bit”.
Altra importante figura in "Let Your Hair Down" è il cantante Sonny Charles, unitosi alla THE STEVE MILLER BAND nel 2008, dopo la morte di Martin "Sweet Louie" Smith. Charles, interprete della hit "Black Pearl" (1969), si è unito a MILLER e compagni per offrire il proprio indispensabile supporto in brani come “You Pretty Thing” e “The Walk”.
"Let Your Hair Down" rappresenta la storia di due città: Chicago e Memphis. Questa è la musica che MILLER sostiene da anni, da quando, allora quindicenne, accompagnava Jimmy Reed nei locali notturni di Dallas. Imparati i rudimenti della chitarra a nove anni da T-Bone Walker, amico di famiglia e spesso ospite della casa di MILLER, STEVE ricevette la prima chitarra da Les Paul, amico del padre incontrato durante la permanenza a Milwaukee.
Per la realizzazione di "Let Your Hair Down", MILLER ha attinto a piene mani dal proprio passato, rievoncando scuole e pensieri appresi da maestri quali T-Bone Walker, Jimmy Reed, Bobby “Blue” Bland, Jimmy McCracklin e Roscoe Gordon, e riportando alla luce materiale composto durante le scuole superiore con la sua prima band, i Marksmen.
Pietre miliari del genere, come "Close Together" di Jimmy Reed, "The Walk" e “Snatch It Back and Hold It” degli Junior Wells-Buddy Guy scorrono nelle vene di MILLER e lo accompagnano fin dai più giovani esordi.
"Let Your Hair Down" è l'opera di un maestro artigiano, risultato di una vita ricca di indimenticabili esperienze, esperienze che fanno di "Let Your Hair Down" il disco che MILLER ha sempre sognato.












