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27.06.2012 Atlantico Roma

I MASTODON non hanno mai fatto nulla seguendo regole "convenzionali". Il quartetto di Atlanta ha definito il proprio inconfondibile suono dieci anni fa (quando tutti erano impagnati a rievocare il metal anni 80) esordendo con un complesso e magistrale concept album in completo contrasto con le dinamiche di mercato del periodo. Il fatto che i MASTODON abbiano ricevuto consensi da pubblico e critica e riscosso l'immediata approvazione di icone del calibro di Metallica, The Melvins, The Flaming Lips e CeeLo Green, testimonia l'innegabile impatto che la band ha portato all'interno di un panorama in continuo fermento. Forte del successo ottenuto, la band non ha arrestato il proprio cammino e, senza mai fermarsi, si è rimessa costantemente in gioco, sondando sempre più in profondità il genere che gli appartiene.

"The Hunter" è solo un nuovo squarcio nell'universo. Un energico capolavoro diretto dalla stessa band che è stata in grado di riscrivere le sorti dell'hard rock nel ventunesimo secolo, come dimostrano i precedenti lavori: "Remission", "Leviathan", "Blood Mountain" e "Crack The Skye". Con i loro album i MASTODON sono stati in grado di superare attese, innovazione musicale e vendite e con "The Hunter" presentano il loro progetto più ambizioso. Il chitarrista e cantante Brent Hinds, il batterista e cantante Brann Dailor, il bassista e cantante Troy Sanders e il chitarrista Bill Kelliher hanno continuato a esplorare i limiti più remoti della propria immaginazione fino a giungere a quello che può essere considerato il prodotto più autonomo e personale dell'intera carriera. Mentre i precedenti album sondavano temi complessi legati agli elementi della terra, "The Hunter" non segue alcun filo logico, dimostrandosi libero e slegato da ogni concetto. "Abbiamo sempre avuto un tema di riferimento, un ombrello sotto il quale ripararci" spiega Troy. "Per noi aveva senso, era come un unico e intenso racconto. Questa volta abbiamo deciso di tentare qualcosa di nuovo. Si tratta davvero di un passo avanti per la band e sono felice che l'abbiamo fatto".

La nuova e spontanea direzione è facilmente identificabile all'interno di "The Hunter", dalla melodica e profonda "Blasteroid" alla frenetica e muscolosa "Curl The Burl". L'album è pieno di sorprese - da cupe armonie a growl demoniaci - ma nulla è stato abbandonato e tutto quanto è possibile attendersi dai MASTODON è qui presente. "The Hunter" è anche l'album più emozionale scritto dalla band, contaminato da difficili eventi che hanno segnato la vita degli autori. Alla fine del 2010, il fratello di Brent Hinds è tragicamente morto di infarto durante una battuta di caccia. Dopo pochi mesi un caro amico della band è morto dopo una lunga lotta contro il cancro. "Abbiamo affrontato molti momenti difficili durante la stesura dl disco", ricorda Brann. "Avrei voluto ignorare lo stress, ma era come se stesse contaminando l'essenza della band. era come se aspettassimo il nuovo tragico evento, consapevoli di non poter fare nulla per evitarlo. Ma Brent non voleva stare seduto a guardare, voleva fare esattamente l'opposto. Così abbiamo iniziato a comporre i trionfali momenti presenti nel disco. È stato come librarsi in aria". E alla fine, i MASTODON hanno deciso di dedicare "The Hunter" al fratello di Hind: un avido cacciatore.

La maggior parte del materiale è stato composto on the road, durante il tour con gli Alice In Chains, ed è stato registrato tra Los Angeles e Atlanta all'inizio del 2011. Proseguendo nella tradizione di interrompere le tradizioni, i MASTODON hanno deciso di collaborare con Mike Elizondo, produttore meglio conosciuto per le esperienze in ambito hip hop piuttosto che in campo metal. "Dopo averlo incontrato e aver ascoltato le sue idee riguardo la band, abbiamo pensato che una collaborazione sarebbe stata davvero interessante" spiega Brent. "Ci piace fare cose che altre persone non fanno, così, perché non realizzare un disco con chi ha lavorato con 50 Cent ed Eminem... Cerchiamo sempre di abbracciare l'inatteso". Ancora una volta i MASTODON hanno deciso di rischiare e, ancora una volta, la ragione è dalla loro parte.

"The Hunter" è allo stesso tempo giovane e carico di esperienza, aggressivo e riflessivo, articolato e gutturale. Le chitarre sono, come sempre, corpose e potenti, pronte a guidare l'abilità musicale del combo. Tutti i membri della band hanno preso parte al processo creativo, e le linee vocali di Sanders sono ora più presenti se paragonate alla precedente produzione ("Non avrei mai pensato di poter diventare uno dei cantanti principali... In nessuna band", confessa divertito). Seguendo quanto fatto in "Crack The Skye", anche Dailor ha affinato le proprie doti canore, contribuendo in maggior misura alle liriche di "The Hunter".

"Blasteroid" (Brent): È il nome del videogioco che avevamo in studio durante le registrazioni. Pensavamo fosse divertente - asteroidi mixato con emorroidi. Aveva questa folle stella che cagava fuori affari a forma di asteroidi. Così abbiamo unito questo ridicolo nome con una dolce melodia e, poi, abbiamo aggiunto liriche aggressive... ‘I wanna break some fucking glass, I wanna drink some fucking blood . . .’. Davvero divertente.

"Stargasm" (Brann): Fare sesso nello spazio, o anche non nello spazio... sesso fantastico in grado di portarti nello spazio. Quando cantiamo 'You're on fire!' immagino enormi fiamme intorno a queste due persone impegnate a godersi un'intensa esperienza sessuale. Molto Barbarella!

"The Sparrow" (Brent): Parla di Susie Polay, la moglie del nostro contabile, morta di cancro allo stomaco mentre stavamo registrando. Il suo motto era perseguire la felicità con diligenza, e questo motto è diventato il testo della canzone. È un ottimo brano, sebbene doloroso. È dedicato alla momeria di Susie e a Robert, suo marito. Ogni volta che ascolterà questo brano potrà ricordarsi di lei.

Una delle sfide affrontate dai MASTODON in "The Hunter" è stata di semplificare il personale e complesso modo di creare musica. Con questo disco, la band ha dato maggior spazio ai brani, permettendo ai singoli passaggi di trovare il proprio spazio. Il risultato è un progetto in cui sublimi intermezzi elevano suoni densi e potenti. "'Crack The Skye' era un disco lungo e profondo", dichiara Bill. "Ed era davvero pesante. Abbiamo affrontato la produzione senza pensarci troppo, seguendo semplicemente il nostro istinto. Non avevamo alcun obiettivo, semplicemente lasciarci andare ed essere noi stessi".

Seguendo il proprio istinto, i MASTODON sono cresciuti, fino a chiudere il miglior prodotto della propria carriera. "Non entriamo mai in studio con l'idea di fare un disco pesante solo perché è quello che vuole la gente", conclude Brann. "O un disco progressive perché è quello che tutti vogliono sentire. Puoi parlare continuamente di quello che vuoi fare a livello artistico, ma poi ti siedi, cominci a suonare e ti rendi conto che non hai il totale controllo su musica ed emozioni. Le cose si muovono secondo una precisa direzione, esattamente come la vita. Potrebbe non essere la direzione che speravi, ma è proprio quando non hai idea di dove stai andando che riesci a creare qualcosa di grandioso. Questo accade quando ottieni l'inatteso".

MASTODON
Troy Sanders Basso, Voce
Brent Hinds Chitarra, Voce
Bill Kelliher Chitarra
Brann Dailor Batteria, Voce