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Membri
Ronnie James Dio
Tony Iommi
Geezer Butler
Vinny Appice
L'avventura degli HEAVEN & HELL è cominciata nel 2006 quando Rhino ha chiesto al quartetto di registrare alcuni brani per "The Dio Years", un best of che puntava i riflettori sulla lineup dei Black Sabbath ai tempi di Mob Rules – Ronnie James Dio, Tony Iommi, Geezer Butler e Vinny Appice.
L'improvvisa riunione della band ha provato sin da subito che la scintilla creativa era ancora accesa a 14 anni di distanza dall'ultimo album. “I brani sono venuti con una tale facilità che abbiamo deciso di continuare a scrivere”, spiega Dio. “Nessuno si è preoccupato di chiedersi dove ci avrebbe portato tutto questo.”
Il tutto ha cominciato a prendere forma nel 2007, quando la band ha cominciato un tour lungo un anno che ha registrato il sold-out un po' ovunque nel mondo. La band ha fatto anche ritorno negli Stati Uniti, suonando uno show leggendario al Radio City Music Hall di New York che è stato immortalato in un CD/DVD live. Concluso il tour alla fine dell'anno, il quartetto ha deciso che sarebbe stato un peccato porre fine a questa avventura. “La band andava tropo bene e ci divertivamo tutti un sacco, quindi sarebbe stato un peccato sciogliersi”, spiega Dio. “Volevamo dimostrare a tutti che siamo ancora in grado di fare nuova musica sempre ad altissimi livelli.”
Con in mente un tale obiettivo, ad inizio 2008 la band è entrata nello studio di registrazione di Iommi, in Inghilterra, per scrivere "The Devil You Know". “Una volta concluso 'Breaking Into Heaven' e messo insieme alcune idee per dei nuovi brani prima di prenderci una pausa. La chimica tra noi era ancora lì, era come se non fosse passato tutto quel tempo”, spiega il leggendario chitarrista.
Per la gioia di Butler, però, un elemento era cambiato dall'ultimo album della band nel 1992, Dehumanizer. “Grazie alla tecnologia oggi ciascuno di noi arriva con un CD pieno di idee da cui possiamo tirar fuori qualcosa. Non è più necessario stare in sala prove per ore improvvisando fino a quando a qualcuno non viene un'idea. E' stato un vero piacere scrivere questo album, ed è stato il frutto dell'impegno di tutta la band.”
Dopo la prima session compositiva di "The Devil You Know" la band ha trascorso l'estate del 2008 on the road, per poi ultimare la scrittura dell'album nello studio di registrazione di Dio a Los Angeles. La prima canzone che hanno finito, “Bible Black”, sarebbe poi diventata il primo singolo dell'album. La traccia epica che narra di un libro contenente sinistre scritture ha gettato le basi per il resto dell'album. “Quando si inizia con una hit come quella scrivere diventa molto più facile perché un brano di quel tipo diventa l'unità di misura su cui confrontare tutti gli altri brani”, spiega Dio.
Andando ben oltre quelle aspettative, la band ha composto 10 brani ricchi di dettagli sonori. Ogni canzone ha una pienezza tridimensionale grazie al macabro mix di riff urlanti, ritmi serrati e racconti evocativi ed oscuri. Anche se l'album è sicuramente stato concepito all'inferno, Appice nota che le sue nubi scure sono caratterizzate da melodie splendenti che danno profondità alla musica. “Questo contrasto fa in modo che le emozioni ed i suoni siano ancora più intensi.”
Ogni membro della band trova risalto all'interno dell'album. Iommi dà ancora una volta prova del suo status di divinità delle sei corde grazie ai riff sinuosi di “Atom And Evil”, “Fear” e “Neverwhere”. La voce dinamica di Dio si mostra in tutta la sua versatilità nelle melodie maestose di “Breaking Into Heaven”, e la sua penna racconta storie intricate come in “Eating The Cannibals”, che ha anche uno stile provocatorio. Il groove fragoroso di Butler aggiunge strane contromelodie e giri difficili in “Double The Pain”, mentre la raffinata batteria di Appice in “Follow The Tears” dimostra che la semplicità può dar valore ad un brano.
Concluso l'album ciascun membro della band si è preso alcune settimane di tempo per perfezionare le proprie parti prima di entrare in sala prove. Appice afferma che questa pausa è stata preziosa “Abbiamo potuto vivere alcuni mesi con queste canzoni. Abbiamo avuto il tempo il dar forma alle nostre idee e capire come renderle al meglio.”
Dopo una settimana di prove lo scorso inverno a Los Angeles i quattro sono tornati ai Rockfield Studios in Galles, lo stesso posto in cui avevano registrato Dehumanizer 17 anni prima. Suonando dal vivo in studio la band ha potuto lavorare molto in fretta e ci sono volute meno di tre settimane per registrare tutto l'album – ben 2 settimane meno del previsto.
Iommi spiega che molti dei brani sono stati registrati solo in uno o due riprese. “Quando si fa parte di una grande band come questa ha senso entrare in studio e suonare tutti insieme. Abbiamo sempre fatto così. Voglio dire, tanto prima o poi suoneremo i brani dal vivo, quindi perché non cominciare sin da quando siamo in studio”, afferma ridendo.
Secondo Butler le prove hanno reso più facile suonare, permettendo alla band di concentrarsi di più sui sentimenti espressi da ciascun brano. “La nostra esperienza ci ha insegnato che suonare la stessa canzone tantissime volte la uccide. I primi album dei Sabbath sono stati registrati in due o tre giorni. Tecnicamente non erano il massimo ma dal punto di vista del vibe erano grandiosi. Questo per farvi capire che se si riesce a catturare quell'energia non si ha bisogno di nient'altro.”
Una volta concluse tutte le canzoni Dio racconta che lui e gli altri si sono meravigliati della loro incredibile efficienza. “Ci siamo sentiti quasi colpevoli, se devo essere sincero. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto 'E' davvero finito? Non potrei farlo meglio. E voi? No. Quindi direi che abbiamo finito'”, ricorda ridendo. “Alla fine penso che ciò che caratterizza questa band è che sappiamo perfettamente chi siamo. Vogliamo fare bene un'unica cosa, e non cerchiamo di essere quelli che non siamo.”
Gli HEAVEN & HELL sono davvero "The Devil You Know".
L'improvvisa riunione della band ha provato sin da subito che la scintilla creativa era ancora accesa a 14 anni di distanza dall'ultimo album. “I brani sono venuti con una tale facilità che abbiamo deciso di continuare a scrivere”, spiega Dio. “Nessuno si è preoccupato di chiedersi dove ci avrebbe portato tutto questo.”
Il tutto ha cominciato a prendere forma nel 2007, quando la band ha cominciato un tour lungo un anno che ha registrato il sold-out un po' ovunque nel mondo. La band ha fatto anche ritorno negli Stati Uniti, suonando uno show leggendario al Radio City Music Hall di New York che è stato immortalato in un CD/DVD live. Concluso il tour alla fine dell'anno, il quartetto ha deciso che sarebbe stato un peccato porre fine a questa avventura. “La band andava tropo bene e ci divertivamo tutti un sacco, quindi sarebbe stato un peccato sciogliersi”, spiega Dio. “Volevamo dimostrare a tutti che siamo ancora in grado di fare nuova musica sempre ad altissimi livelli.”
Con in mente un tale obiettivo, ad inizio 2008 la band è entrata nello studio di registrazione di Iommi, in Inghilterra, per scrivere "The Devil You Know". “Una volta concluso 'Breaking Into Heaven' e messo insieme alcune idee per dei nuovi brani prima di prenderci una pausa. La chimica tra noi era ancora lì, era come se non fosse passato tutto quel tempo”, spiega il leggendario chitarrista.
Per la gioia di Butler, però, un elemento era cambiato dall'ultimo album della band nel 1992, Dehumanizer. “Grazie alla tecnologia oggi ciascuno di noi arriva con un CD pieno di idee da cui possiamo tirar fuori qualcosa. Non è più necessario stare in sala prove per ore improvvisando fino a quando a qualcuno non viene un'idea. E' stato un vero piacere scrivere questo album, ed è stato il frutto dell'impegno di tutta la band.”
Dopo la prima session compositiva di "The Devil You Know" la band ha trascorso l'estate del 2008 on the road, per poi ultimare la scrittura dell'album nello studio di registrazione di Dio a Los Angeles. La prima canzone che hanno finito, “Bible Black”, sarebbe poi diventata il primo singolo dell'album. La traccia epica che narra di un libro contenente sinistre scritture ha gettato le basi per il resto dell'album. “Quando si inizia con una hit come quella scrivere diventa molto più facile perché un brano di quel tipo diventa l'unità di misura su cui confrontare tutti gli altri brani”, spiega Dio.
Andando ben oltre quelle aspettative, la band ha composto 10 brani ricchi di dettagli sonori. Ogni canzone ha una pienezza tridimensionale grazie al macabro mix di riff urlanti, ritmi serrati e racconti evocativi ed oscuri. Anche se l'album è sicuramente stato concepito all'inferno, Appice nota che le sue nubi scure sono caratterizzate da melodie splendenti che danno profondità alla musica. “Questo contrasto fa in modo che le emozioni ed i suoni siano ancora più intensi.”
Ogni membro della band trova risalto all'interno dell'album. Iommi dà ancora una volta prova del suo status di divinità delle sei corde grazie ai riff sinuosi di “Atom And Evil”, “Fear” e “Neverwhere”. La voce dinamica di Dio si mostra in tutta la sua versatilità nelle melodie maestose di “Breaking Into Heaven”, e la sua penna racconta storie intricate come in “Eating The Cannibals”, che ha anche uno stile provocatorio. Il groove fragoroso di Butler aggiunge strane contromelodie e giri difficili in “Double The Pain”, mentre la raffinata batteria di Appice in “Follow The Tears” dimostra che la semplicità può dar valore ad un brano.
Concluso l'album ciascun membro della band si è preso alcune settimane di tempo per perfezionare le proprie parti prima di entrare in sala prove. Appice afferma che questa pausa è stata preziosa “Abbiamo potuto vivere alcuni mesi con queste canzoni. Abbiamo avuto il tempo il dar forma alle nostre idee e capire come renderle al meglio.”
Dopo una settimana di prove lo scorso inverno a Los Angeles i quattro sono tornati ai Rockfield Studios in Galles, lo stesso posto in cui avevano registrato Dehumanizer 17 anni prima. Suonando dal vivo in studio la band ha potuto lavorare molto in fretta e ci sono volute meno di tre settimane per registrare tutto l'album – ben 2 settimane meno del previsto.
Iommi spiega che molti dei brani sono stati registrati solo in uno o due riprese. “Quando si fa parte di una grande band come questa ha senso entrare in studio e suonare tutti insieme. Abbiamo sempre fatto così. Voglio dire, tanto prima o poi suoneremo i brani dal vivo, quindi perché non cominciare sin da quando siamo in studio”, afferma ridendo.
Secondo Butler le prove hanno reso più facile suonare, permettendo alla band di concentrarsi di più sui sentimenti espressi da ciascun brano. “La nostra esperienza ci ha insegnato che suonare la stessa canzone tantissime volte la uccide. I primi album dei Sabbath sono stati registrati in due o tre giorni. Tecnicamente non erano il massimo ma dal punto di vista del vibe erano grandiosi. Questo per farvi capire che se si riesce a catturare quell'energia non si ha bisogno di nient'altro.”
Una volta concluse tutte le canzoni Dio racconta che lui e gli altri si sono meravigliati della loro incredibile efficienza. “Ci siamo sentiti quasi colpevoli, se devo essere sincero. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto 'E' davvero finito? Non potrei farlo meglio. E voi? No. Quindi direi che abbiamo finito'”, ricorda ridendo. “Alla fine penso che ciò che caratterizza questa band è che sappiamo perfettamente chi siamo. Vogliamo fare bene un'unica cosa, e non cerchiamo di essere quelli che non siamo.”
Gli HEAVEN & HELL sono davvero "The Devil You Know".












