Dream Theater
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“A livello musicale ed emotivo questo album è come le montagne russe, ma lo sono quasi tutti i nostri album”, afferma Mike Portnoy parlando di "Black Clouds & Silver Linings", il decimo studio album dei DREAM THEATER e il secondo che uscirà su Roadrunner.


"Black Clouds & Silver Linings"
segna un'altra pietra miliare nella carriera musicare iconoclastica dei DREAM THEATER, iniziata due decenni e mezzo fa e che può vantare un'incredibile ammontare di musica che ha fatto conoscere questa longeva formazione progressive metal per la sua forza creativa  più unica che rara e per una schiera internazionale di fan incredibilmente devoti.

Il nuovo album – prodotto dagli stessi Mike Portnoy e John Petrucci, che compone anche la maggior parte dei testi della band – è l'evidente manifestazione dell'abilità musicale della band, dei testi vivi e delle composizioni ambiziose e composte da molti livelli diversi che hanno da sempre caratterizzato i DREAM THEATER, portandoli ad essere conosciuti come una delle band più creative di sempre.

In "Black Clouds & Silver Linings" ci sono un paio di brani brevi, “A Rite of Passage” e “Wither”, e quattro più lunghi che incarnano il talento della band nella scrittura di brani epici, molto lunghi, e composti da molte parti diverse. Questi brani - “A Nightmare to Remember”, “The Shattered Fortress”, “The Best of Times” e la traccia di chiusura (di quasi 20 minuti) “The Count of Tuscany” - mostrano la complessità compositiva, l'abilità strumentale, e l'immediatezza emotiva che ha reso famoso il quintetto in tutto il mondo ma anche una produzione spaziosa, cristallina, che enfatizza le nuances sonore della band e gli arrangiamenti.

“Penso che quest'album racchiuda tutte le cose che i nostri fan amano della nostra musica”, afferma Portnoy. “C'è molta musica dark ed heavy, ma allo stesso tempo anche molta melodia e parti soft che sono ugualmente importanti. Mi viene da paragonarlo a Close to the Edge degli Yes o Hemispheres dei Rush, in cui l'album era composto da pochi brani ma molto estesi.”

Il titolo "Black Clouds & Silver Linings" riflette i temi personali che danno all'album una profondità introspettiva che bilancia l'ampio spettro musicale presentato in esso. “Entrambi i lati sono sempre stati presenti nella nostra musica, e penso che questo equilibrio si sia affinato col tempo”, afferma Petrucci. “Penso che questo disco racconti molte storie, cose che abbiamo vissuto. Alcune volte è divertente scrivere cose di fantasia, ma scrivere di eventi reali è sicuramente molto più soddisfacente.”

“Sono personalmente molto legato a parecchi brani dell'album”, afferma Portnoy. “'The Best of Times' parla della perdita di mio padre, che ha combattuto contro il cancro durante la creazione di questo disco. E 'The Shattered Fortress' è il capitolo conclusivo di una serie di 12 brani che riflettono i 12 passi della mia disintossicazione, iniziati 5 album fa. Essere pulito e sobrio per nove anni è stato qualcosa di molto importante per me, e molte persone mi hanno detto che questi brani hanno significato molto anche per loro.”

L'abilità dei DREAM THEATER nel bilanciare il lato epico e quello più intimo è stata una costante in tutto il percorso evolutivo della band. Il gruppo si è formato nel 1985, quando Petrucci, Portnoy e il bassista John Myung studiavano alla Berklee School of Music di Boston. Inizialmente conosciuti con il nome Majesty, il terzetto si è presto fatto una reputazione nell'underground metal grazie a The Majesty Demos, cassetta diventata molto ricercata nella comunità metal.

Nel 1992 i DREAM THEATER entrarono a far parte del mainstream grazie all'album Images And Words, che conteneva la hit “Pull Me Under”, passata anche su MTV. La band cominciò un lungo percorso con Atlantic/East West, ottenendo un grande successo con gli album Images and Words, Awake, Falling into Infinity, Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory, Six Degrees of Inner Turbulence, Train of Thought e Octavarium. La capacità e versatilità della band si è ampliata grazie all'entrata nella band del cantante James LaBrie nel 1991 e del tastierista Jordan Rudess nel 1999.

L'approccio individualista dei DREAM THEATER li ha portati spesso a mal tollerare i metodi delle grosse case discografiche. Ma i loro album dinamici ed entusiasmanti e i live show pieni di sorprese hanno comunque permesso alla band di conquistare un pubblico sempre più vasto e fedele.

“Essere sotto major non ci è mai sembrato la cosa migliore, ma continuavano a rinnovarci il contratto grazie ad una schiera di fan numerosa e forte”, spiega Portnoy. “Hanno cercato di farci passare in radio e di promuovere la nostra musica con i mezzi tradizionali, ma ci siamo sempre sentiti come un pesce fuor d'acqua”.

Con "Systematic Chaos" (2007), accolto con entusiasmo dalla critica, i DREAM THEATER sono passati alla più ospitale Roadrunner Records. Questo cambiamento ha portato risultati immediati: "Systematic Chaos" è diventato l'album della band che ha raggiunto le posizioni più alte delle classifiche. L'uscita dell'album è coincisa con la pubblicazione di Lifting Shadow, biografia autorizzata che narra i primi vent'anni dei DREAM THEATER.

“Una volta entrati in Roadrunner ci siamo sentiti subito a casa”, afferma Portnoy. “Penso che sappiano perfettamente come trattare una band come noi, si fidano e ci lasciano lo spazio per fare la nostra musica.”

I DREAM THEATER potrebbero essere the ultimate cult band che pur ricevendo poca attenzione dal mainstream continuano a fare la loro musica e mantengono un grandissimo seguito in tutto il mondo. E la devozione dei loro fan non è assolutamente casuale.

“Probabilmente siamo l'unica band che può riempire la Radio City Music Hall di New York o la Wembley Arena di Londra o il Budokan di Tokio pur non essendo un nome familiare a tutti”
, nota Portnoy. “Ma in un certo senso questo va a nostro vantaggio, perchè non dobbiamo mai preoccuparci di essere sovraesposti o di diventare un flash in the pan. I fan dei DREAM THEATER sono tra i più fedeli nel tempo. Ci sono fan che ci seguono in tour e riorganizzano la propria vita in base ad esso, e ora che sono cresciuti portano anche i loro figli ai nostri live.”

“Sicuramente ci vuole una certa apertura mentale per essere fan dei Dream Theater”
, riconosce Petrucci. “Riconosco che la gente può essere spaventata dal fatto che usiamo degli strumenti insoliti e brani molto lunghi per sviluppare le nostre idee e raccontare una storia. La nostra non è musica spensierata che si può ascoltare in sottofondo mentre si fa altro. Ma quelli che riescono ad apprezzarne la complessità si appassionano ai nostri dischi. Penso che apprezzino il fatto che non siamo mai scontati, e che da noi possono aspettarsi qualcosa di interessante.”

“Essere un fan dei Dream Theater è un impegno, ma penso che il risultato sia proporzionale all'impegno che ci si mette”, afferma Portnoy, che supervisiona il bootleg ufficiale e le “chicche” riservate al fan-club che la band mette regolarmente a disposizione dei fan attraverso l'etichetta YtseJam. “Non tutti hanno voglia di intraprendere un viaggio di questo tipo, ma penso che se si ha voglia di investirci un po' di tempo il risultato sarà più che soddisfacente. E noi non potremmo chiedere niente di meglio che avere questi fan sempre pronti a sostenerci e a seguirci.”

La creatività senza sosta dei DREAM THEATER si estende anche ai loro live carichi di energia che con il tempo sono diventati sempre più ambiziosi e diversi. Una caratteristica dei concerti dei DREAM THEATER è la set-list in continua evoluzione: è Portnoy stesso ad assicurarsi che non ci siano due show uguali.

I fan della band hanno sostenuto con entusiasmo anche molti side projects avventurosi che hanno coinvolto i membri dei DREAM THEATER, tra cui Liquid Tension Experiment, Explorers Club, MullMuzzler, OSI, Platypus, The Jelly Jam, Transatlantic e True Symphonic Rockestra. Ma è sempre nei DREAM THEATER che i cinque membri canalizzano la maggiore attenzione, e il loro feeling creativo non è mai stato tanto affascinante quanto in "Black Clouds & Silver Linings".

“Quest'album è stato scritto in modo simile agli ultimi cinque o sei dischi”, spiega Portnoy, “vale a dire che siamo entrati in studio a mani vuote, senza che nessuno di noi avesse scritto niente prima. Scriviamo tutta la musica direttamente in studio, e registriamo ogni brano solo quando è finito. Abbiamo scritto i nostri dischi sempre tutti insieme, nella stessa stanza, scambiando e completando idee. Non sono molte le band che ancora oggi lavorano in questo modo, ma per noi è importante lavorare insieme come un gruppo, perchè niente può sostituire la chimica che si crea quando siamo insieme. Non si può scrivere un disco dei Dream Theater via e-mail.”

Questa onestà rende perfettamente l'idea del motivo per cui, dopo quasi un quarto di secolo di esistenza, i DREAM THEATER continuano ad avere successo. “Non siamo mai stati una cometa, e non siamo arrivati al successo da un momento all'altro per poi ripiombare nell'anonimato come succede a molte band”, afferma Portnoy. “Abbiamo avuto una carriera lunga e lenta che ci ha permesso di migliorare, evolverci e crescere. Ma credo che tutti noi abbiamo ancora lo stesso spirito e gli stessi valori che avevamo quando abbiamo formato i Dream Theater 24 anni fa.”

“Ci troviamo nella situazione ideale, ora, poiché abbiamo completa libertà creativa”
, conclude Portnoy. “ Possiamo scrivere tutti i dischi che vogliamo consapevoli del fatto che i nostri fan e la casa discografica ci sosterranno. Scriviamo dischi per noi e per i fan, in pratica, e non dobbiamo preoccuparci di quello che pensano gli altri. Ci sono voluti 24 anni per arrivarci, ma ora che siamo qui non potrebbe esserci posto migliore.”

Progressive Nation 2009, Mediolanum Forum, Milano DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009 DREAM THEATER live @ Mediolanum Forum, foto by Stefano Cremaschi Progressive Nation 2009