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Membri
Dani Filth
Paul Allender
Dave Pybus
Martin Skaroupka
I CRADLE OF FILTH sono diventati un’istituzione.
A 15 anni dal primo disco, i CRADLE OF FILTH sono diventati una delle band più rappresentative della scena metal estrema. Parlando della longevità dei CRADLE, il frontman e membro originario della band Dani Filth (che ne entrò a far parte ad appena 18 anni) afferma con il suo tipico spirito inglese “Posso farmi un tatuaggio dei Cradle of Filth senza dovermene vergognare”.Nel corso degli anni la band ha fatto uscire molti dischi acclamati dalla critica a cui hanno fatto seguito imponenti tour e numerose polemiche dovute al fatto che i CRADLE OF FILTH (che possono fregiarsi di una nomination ai Grammy) si sono rifiutati di diventare un tutt’uno con quella scena brutale che ha dato loro vita. Così facendo i CRADLE OF FILTH hanno alimentato le polemiche di tutti quelli che non hanno mai capito a fondo la loro musica.
La band ha aperto le porte di una scena che non è più marginale o settaria quanto un tempo. E’ come se i CRADLE OF FILTH avessero preso una mazza e cominciato a batterla al suolo in cerca di qualcosa di nuovo, mantenendo nel tempo un ritmo costante mentre altri gruppi implodevano, fallivano e scoppiavano.
Come hanno fatto, quindi, i CRADLE OF FILTH a durare più a lungo di altri e arrivare a questo ultimo album, la favola dark controversa "Godspeed On The Devil’s Thunder"? Semplice. Continuando a fare ciò che hanno sempre fatto e arricchendo la loro botta sonora con tastiere eteree, urla raccapriccianti, riff penetranti e la rivisitazione romanzata di un tormentato personaggio storico del Tardo Medioevo: Gilles de Rais (torneremo a parlare di lui tra poco!)
“Siamo sopravvissuti [all’andirivieni della scena black metal] perché eravamo più maturi di altri a quel tempo”, afferma Dany. “Non vogliamo essere arroganti. Siamo inglesi, quindi un tratto di acqua ci separava dalle altre band black metal. Ad oggi siamo ancora una delle poche band black metal del Regno Unito. I cambiamenti di line-up ci sono stati di aiuto, e i nostri fan lo capiscono benissimo. La gente vuole sempre trovare il punto debole nei cambiamenti di line-up, ma sono solo stronzate! Credo che la nostra longevità sia dovuta al fatto che abbiamo voluto esplorare ogni aspetto della nostra arte. Ci piaceva questo tipo di estetica ancora prima di formare la band, quindi una volta dentro per noi è stato tutto molto naturale. Tutte le cose che circondano il nucleo della band, –e per nucleo intendo la musica, naturalmente – come il look, i testi, la nostra attitudine sul palco e l’ artwork dei dischi, contribuiscono a creare un legame tra tutti questi elementi dark.”
Effettivamente i CRADLE OF FILTH offrono ai propri fan un’esperienza sensoriale completa, e sicuramente non esistono zone grigie nella loro miscela black metal. E’ forte. E’ veloce. E’ dura. E’ sovversiva. Dani continua affermando “Non ci vergogniamo di dire o fare cose oltraggiose, ma d’altro canto non è nemmeno nulla di forzato.”
Un aspetto oltraggioso ma sicuramente non forzato è il concetto non-per-i-deboli-di-cuore che ruota intorno a "Godspeed On The Devil’s Thunder". L’album è una favola dark incentrata su Gilles de Rais, il nobile francese che tutti ricordano come compagno d’armi di Giovanna D’Arco e come prolifico, insano e perverso serial killer che ha vissuto la prima parte della sua vita come uomo devoto e pio prima di passare dalla parte del male. De Rais, alchimista che ha sperperato la sua vasta fortuna, fu infine impiccato per i suo crimini contro l’umanità, in particolare bambini. Si tratta di una storia delicata e difficile, ma i CRADLE OF FILTH sono stati in grado di gestirla con grande aplomb. Invece che idealizzare o celebrare la figura del Rais, la band ha trovato un modo artistico di esplorarne la storia.
“Leggete i testi”, suggerisce Dani. “Sarebbe stato così dannatamente facile perdere la testa scrivendo di questi crimini, visto che si trattava di cose piuttosto perverse. Non avrei dato un ruolo a mia figlia in questo disco – nell’album sono presenti una sua filastrocca e la sua risata – se non avessimo gestito questa storia con molto tatto. E’ un album black metal, dopo tutto. Ma non c’è alcuna celebrazione dei crimini. Sviluppiamo il soggetto come se si trattasse di una favola dark. E’ affascinante e la storia ha incantato molte altre persone. Ci sono almeno 15 libri scritti su di lui da storici che ne sono affascinati tanto quanto noi. Ne abbiamo semplicemente fatto una colonna sonora.”
Ai CRADLE OF FILTH è venuta l’idea di creare un nuovo concept album dopo il tour Viva la Bands del 2007. Dani ricorda “Eravamo su di giri e avevamo già buttato giù lo scheletro di cinque o sei brani. Sapevo di voler fare qualcosa che fosse ancora meglio dei nostri lavori precedenti. Avevamo un nuovo batterista e la musica che stavamo scrivendo veniva dall’emozione che solo i live sanno darti. Il feeling della musica mi ha ricordato quello di Cruelty and the Beast, di ben 10 anni prima. Stavo sfogliando tutti i bloc notes che contenevano le ricerche che avevo fatto su Elizabeth Bathory, il personaggio che stava dietro Cruelty, ed è saltato fuori il nome Gilles de Rais. Ricordo che ho pensato che quella storia sarebbe stata perfetta come seguito, dieci anni dopo, del nostro primo concept album, visto che non abbiamo mai voluto scrivere due concept album uno dietro l’altro.”
In onore del decimo anniversario del primo concept album, Dani e gli altri membri della band erano più che ispirati all’idea di investigare nuovamente quel territorio estetico che aveva portato loro tanta fortuna in passato. “La musica aveva la stessa magia di quando componemmo Cruelty, ed era anche molto sinfonica”, afferma il cantante. “Più leggevo la storia, più capivo che era meglio di quella di Elizabeth Bathory. Gilles era un uomo talmente conosciuto in tutto il mondo. Elizabeth era dell’Europa dell’Est, e dopo la sua morte sono andate perse molte informazioni su di lei. Con Gilles siamo in possesso delle trascrizioni di colui che era, in poche parole, la guardia del corpo di Giovanna d’Arco. Era Maresciallo di Francia, per l’amor del cielo! Più andavo avanti a leggere, più la storia veniva fuori.”
I CRADLE OF FILTH hanno da tempo un interesse per l’occulto, sia a livello individuale che a livello di band. Ecco perché la storia di de Rais si prestava perfettamente per una colonna sonora. Dani spiega “Fondamentalmente quello che facciamo è trasformare le storie in favole dark aggiungendoci un po’ di romanticismo. Nell’album tutto fa parte della storia. Non è come avere inediti della sua vita in prigione con cui riempire i buchi dell’album. Alcuni studenti pensano che sia stato incastrato. E’ stato un uomo di guerra in un periodo brutale. Non penso che riusciremo mai a rendere alcune parti della sua storia tanto cruente quanto furono in realtà.” In un certo senso, "Godspeed On The Devil’s Thunder" è come una specie di fiction per i fan della band. I CRADLE OF FILTH portano i loro fan e il pubblico in genere dentro una storia, qualcosa a cui la band si è affezionata molto nel corso degli anni, e ciò li ha trasformati in un vero e proprio “stile di vita” per i fan più devoti. Dani afferma “Con questo disco potete immergervi nelle storie che io ho scritto e nella musica che la band ha composto, e se volete potete decidere di fare delle ricerche per saperne di più su questa storia.”
In un certo senso, i CRADLE OF FILTH studiano de Rais perché “era un uomo fatto di estremi che è finito alle porte dell’inferno”, conclude Dani. “Era innamorato dell’enigma di Giovanna d’Arco, ma quando è stata catturata e bruciata viva si è reso conto che era una persona comune. In quel momento si è sentito tradito. Dopo aver salvato la Francia dall’invasione inglese si era avvicinato a Dio più che chiunque altro a quei tempi. Quando però tutto finì, de Rais cadde in disgrazia e divenne l’opposto di quello che era. Fu scomunicato e non andò mai in paradiso. A quei tempi quella era sicuramente la cosa peggiore che potesse capitare. Quell’uomo era un connubio di estremi.”
Anche i CRADLE OF FILTH sono un connubio di estremi. Hanno preso un personaggio storico controverso, fondendo la sua storia con il metal assordante e deturpante di "Godspeed On The Devil’s Thunder". 07.12.2008 Parco Nord, Bologna (I) Cradle Of Filth Live @ Parco Nord, Bologna (I) CRADLE OF FILTH live @ Parco Nord, Bologna (I) foto by Stefano Cremaschi Cradle Of Filth Live @ Parco Nord, Bologna (I) CRADLE OF FILTH live @ Parco Nord, Bologna (I) foto by Stefano Cremaschi Cradle Of Filth Live @ Parco Nord, Bologna (I) CRADLE OF FILTH live @ Parco Nord, Bologna (I) foto by Stefano Cremaschi Cradle Of Filth Live @ Parco Nord, Bologna (I) CRADLE OF FILTH live @ Parco Nord, Bologna (I) foto by Stefano Cremaschi Cradle Of Filth Live @ Parco Nord, Bologna (I) CRADLE OF FILTH live @ Parco Nord, Bologna (I) foto by Stefano Cremaschi Cradle Of Filth Live @ Parco Nord, Bologna (I)













