MAX E IGGOR CAVALERA DI NUOVO INSIEME IN STUDIO PER LA PRIMA VOLTA IN 12 ANNI COME CAVALERA CONSPIRACY
“Cavalera Conspiracy è come quella sensazione che si prova quando si viene liberati dopo anni di prigionia", afferma il cantante e chitarrista Max Cavalera. “È come tenere un mostro rinchiuso in una bottiglia per anni, e all’improvviso liberarlo. È qualcosa di esplosivo, e noi abbiamo aspettato a lungo prima di poter liberare questa belva”.
È vero. L’attesa è finalmente finita. Il momento è giunto. Molti credevano che non sarebbe MAI successo, che Max e Iggor Cavalera, i visionari fratelli brasiliani che nel 1983 fondarono i Sepultura, non sarebbero mai tornati a suonare insieme. Nonostante i due siano rimasti lontani per ben dodici anni, oltre ad esserci un legame di sangue, Max e Iggor sono innanzitutto anime gemelle nella musica. Il tempo che hanno passato lontani non ha fatto che nutrire la loro crescita artistica, portandoli a creare una nuova magia nella loro musica. E così è nata Cavalera Conspiracy. Anche se Cavalera Conspiracy e il debut album su Roadrunner Records “Inflikted” possono sembrare ai più una specie di reunion dei Sepultura, in realtà non è così. Cavalera Conspiracy è una bestia a parte, indomabile e maniacale, che segue solo le proprie regole.
Iggor riassume l’intesa musicale con il fratello in poche parole: “Non abbiamo bisogno di parlare, ci guardiamo negli occhi e ci capiamo. Con un solo sguardo riusciamo a capire se ci stiamo muovendo nella giusta direzione.” A loro basta davvero poco per capirsi. Max continua: “Per più di 10 anni non ci siamo visti né parlati. Ed è un sacco di tempo, cazzo. Ma è grazie a questa lontananza se quando ci siamo rincontrati è stato così speciale. Mentre lavoravamo insieme al disco mi sono fermato un attimo a pensare all’ultima volta che l’avevo visto. Ero nel tour bus al termine del mio ultimo show con i Sepultura, alla Brixton Academy. Poi il mio pensiero va avanti veloce e si ferma al giorno in cui sono andato a prendere Iggor all’aeroporto di Phoenix. È stato qualcosa di davvero intenso ed emotivo. Ovviamente tutti quei sentimenti, e tutti quegli anni, mi hanno travolto e una volta ristabiliti i rapporti tra noi, la musica ha cominciato a prendere forma.
I primi semi della reunion Max-Iggor furono gettati quando i due suonarono insieme al Dana Tribute Show, uno spettacolo annuale di beneficenza in ricordo del figliastro di Max, morto alcuni anni fa. “Stavo suonando insieme ad Igor in un’occasione davvero speciale ed importante”, ammette Max. “Abbiamo suonato ‘Roots’ e ‘Attitude’, brano che scrissi insieme a Dana. Da quel momento ho capito che non potevo più fare tutto da solo. Sapevo di voler suonare di nuovo con lui. Dopo i Nailbomb non ho preso parte ad altri progetti, e quando ho proposto a Igor di suonare insieme, lui ha accettato subito. Senza aver dato un nome alla band, mi sono messo a scrivere nuove canzoni tutti i giorni. Abbiamo cercato i musicisti che sarebbero entrati a far parte di questo progetto e abbiamo anche creato la giusta atmosfera, in modo che il disco spaccasse davvero il culo.” Anche Igor ha bei ricordi di quello show e di ciò che ha provato. “Dopo la prima nota sembrava che sul palco fosse stata sganciata una bomba. Da quel momento ho capito che dovevamo assolutamente fare di nuovo musica insieme”. Iggor aggiunge: “Prima di tutto ci siamo riuniti come famiglia. La musica è venuta successivamente, in modo naturale. All’inizio non avremmo mai pensato di tornare a suonare insieme. Io ho il mio progetto e mi porta via un sacco di tempo. Non avevo alcuna intenzione di tornare sui miei passi e far parte di nuovo di un progetto metal. Ma allo stesso tempo è stato naturale tornare a suonare con Max”. Max paragona questa situazione a “Il Padrino-Parte terza”, esclamando “Proprio quando Al Pacino credeva di esserne fuori, la sua famiglia lo trascina di nuovo nella merda! Ecco quello che ho fatto: l’ho trascinato di nuovo dentro!”.
I fratelli Cavalera hanno reclutato Joe Duplantier dei Gojira come bassista e il chitarrista Mark Rizzo (già con Max nei Soulfly). Max e Igor hanno volutamente scelto musicisti emergenti piuttosto che nomi blasonati, per dare ancora più importanza alla musica. “Non volevamo musicisti famosi”, spiega Max. “Tutto doveva ruotare attorno a me e Igor e alla ricerca di noi stessi. Ciò che importa è la musica. Abbiamo trovato bravi musicisti, assolutamente non pretenziosi, che avessero semplicemente una gran voglia di entrare in studio e spaccare.”
Una volta iniziate le registrazioni, Max ha portato in studio una serie di brani da lui composti. Il pezzo di apertura di “Inflikted” è un inno insistente e thrash destinato ad infiammare i moshpit più violenti, mentre “Sanctuary” presenta il classico vibe dei Sepultura all’epoca di Beneath The Remains. Max afferma: “Ho portato i brani in studio senza aggiungerci alcuna violenza. Iggor ci ha aggiunto la sua batteria tonante, trasformandoli!” Anche se Igor ha abbandonato da tempo i Sepultura per concentrarsi sul suo progetto musicale elettronico, appena si è seduto alla batteria per registrare questo album ha sentito rinascere in sé la voglia di picchiare duro. “Non subiamo alcuna pressione. La cosa più bella è che durante le registrazioni eravamo felici. Abbiamo lavorato duro, ed è stato come assistere ad un’esplosione. E da lì è nata la musica”, spiega Iggor.
Una volta registrato il disco, Max si è reso conto che avevano davvero ricreato l’atmosfera di un tempo. “Mio fratello fa in modo che la batteria emetta dei tuoni, nessuno sa suonarla come lui. Non sono molti i musicisti che possono impugnare le bacchette e cambiare totalmente il suono e la personalità di una batteria. Ma lui è in grado di farlo. È spaventoso, cazzo”. Anche se il paragone con i Soulfly ed i Sepultura è scontato, i fratelli Cavalera sostengono che Cavalera Conspiracy è qualcosa di diverso, poiché i loro gusti musicali e le loro influenze sono molto cambiate nel corso degli anni. C’è meno world vibe in “Inflikted”, ma è comunque un album violento e pericoloso, caratterizzato da un atteggiamento in stile “vaffanculo tutti”. “Perché mi viene la pelle d’oca quando l’ascolto? Non ne ho idea, e non voglio saperlo”, spiega Max.
Ciò che a Iggor piace di più di questo album è l’equilibrio tra nuovo e vecchio, e pensa che sarà la stessa cosa per tutti i metallari. “Quando ascolto l’album ci sento tante cose old school, ma anche nuove. E’ un misto di entrambi i mondi. Mentre eravamo lontani, io e Max abbiamo ascoltato musica diversa. In questo album ognuno di noi porta il suo contributo, ecco perché è molto differente dal sound che avevano una volta i nostri album.”
La loro alchimia si sente molto nell’album, e in particolare nei brani “Ultra-violent”, “Bloodbrawl” e la super thrash “Terrorize”. Max afferma “Sono pazzo. Bevevo. Parlo sempre. Lui invece è silenzioso, calmo. Non ha mai bevuto in vita sua. Questa strana combinazione diventa letale quando siamo insieme. O la ami o la odi, ma di certo non puoi restare indifferente alla nostra musica. Siamo una bomba.”













