Atreyu
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Alex Varkatzas
BIG Dan Jacobs
Travis Miguel
Marc McKnight
Brandon Saller

A dieci anni dalla formazione, i californiani ATREYU sono ancora altrettanto sovversivi, implacabili e imprevedibili. "Congregation Of The Damned", il loro quinto album, è una dichiarazione della forza inesauribile della musica heavy e del fuoco inestinguibile di questi cinque musicisti, determinati a costruire uno scenario sonoro completamente originale. Come il frontman Alex Varkatas urla in “Bleeding Is A Luxury”: “It's taken 10 fucking years for them to see I don't need their approval” (gli ci sono voluti 10 cazzo di anni per capire che non ha bisogno della loro approvazione, n.d.t.)

“Questo album ci fa entrare in un territorio completamente nuovo, ma portandoci dietro il meglio di ciò che abbiamo fatto sinora”, spiega il batterista e cantante Brandon Saller. “E' davvero il culmine di una carriera lunga 10 anni.”

Spesso gli artisti fanno uscire il materiale più veloce e pesante all'inizio della carriera  e, maturando, diventano più melodici o commerciali. Sembrava che questa regola si potesse applicare anche agli ATREYU quando registrarono il loro album "Lead Sails Paper Anchor" nel 2007 – ma era solo un'impressione ingannevole. L'album era fatto di ritornelli da cantare a squarciagola, melodie perfette per diventare hit radiofoniche e una produzione immacolata, ma era comunque innegabilmente heavy ed è piaciuto ai metallari irriducibili ma anche a chi apprezza composizioni dinamiche e solide.

Ma con il nuovo album, "Congregation Of The Damned", gli ATREYU mandano all'aria tutti i preconcetti, portandoci ancora una volta ad aspettarci l'inaspettato. Il disco non è solo un'ottima continuazione del sentiero minato che avevano cominciato a percorrere con "A Death Grip On Yesterday" (2006), ma anche il materiale più oscuro e politico che la band abbia scritto sino ad ora. Gli ATREYU non sono stati spinti solo dalla loro passione, ma anche motivati da una tale determinazione che li ha portati a ritrarre le cose terribili che vedono accadere attorno a loro. E da qui il titolo dell'album.

“Le persone al potere ci hanno fottuti”
, spiega Varkatzas. “Abbiamo scatenato delle guerre, siamo in un periodo di recessione e stiamo cercando di fottere altri Paesi trascinandoli in questo oblio. L'America continua a fare un sacco di cose in nome di Dio. George Bush ha fatto un sacco di stronzate tirando in ballo Dio 'E' Dio che vuole che lo faccia'. E invece di essere una bella congregazione religiosa, siamo la congregazione dei dannati. Siamo arrivati ad un punto davvero inquietante, non ho mai sentito una tale tensione prima – e tutto questo si riflette nella nostra musica.”

Gli ATREYU hanno cominciato a scrivere "Congregation Of The Damned" a gennaio del 2009 e sin da subito l'eccitazione di essere di nuovo insieme per dar vita ad un nuovo album ha fatto decollare la creatività della band. “Ci siamo sentiti come quando metti su un gruppo per la prima volta”, spiega Saller. “Eravamo così contenti di essere tutti nella stessa stanza a scrivere canzoni perchè lo volevamo davvero. E il processo compositivo è stato più orientato al gruppo di quanto lo fosse in precedenza".!

Dopo alcuni mesi gli ATREYU avevano scritto 25 brani che andavano dal lamentoso e romantico al brutalmente veloce e catartico. Più tardi la band è entrata in studio con il produttore Bob Marlette (Ozzy Osbourne, Seether). Visto che lo studio era vicino a casa non si sono sentiti chiusi e confinati come in passato, e hanno potuto godersi appieno le registrazioni.

Gli ascoltatori disinformati forse non si renderanno conto di quanto si sono divertiti gli ATREYU a registrare "Congregation Of The Damned". Brani come “Ravenous” e “You Were the King Now You're Unconscious” sono rabbiosi e paurosi, il fracasso sonoro messo in piedi da giovani adulti che devono accettare il fatto di essersi svenduti proprio quando la loro generazione stava affondando in una crisi d'identità universale. Anche se così fosse, ora gli ATREYU sono determinati a mettersi alla prova.

“In passato mi sono comportato da coglione”, ammette Varkatzas. “Ma con 'Congregation of the Damned' mi sono concentrato molto e ci ho messo tutto me stesso per raggiungere quello che volevo. Abbiamo ripreso un po' dei vecchi Atreyu: shredding, screaming e breakdown.”

Varkatzas fa il modesto. E' vero, gli elementi portanti dei vecchi ATREYU sono stati ripresi nell'album, ma anche combinati con un'abilità compositiva più forte che rende il sound degli ATREYU sempre molto accattivante. Il primo singolo, “Storm to Pass” si apre con un intro acustico per poi passare ad uno scoppiettio di chitarre ronzanti che culminano in un ritornello trionfante. “Insatiable” è spinto da un ritornello pieno di armonia che riflette la propensione del chitarrista Dan Jacob per band metal degli anni '80 come Iron Maiden, Judas Priest e Motley Crue. “Black Days Begin” presenta un groove tipico del Southern metal che tradisce l'amore degli ATREYU per i Pantera, e “Wait For You” è una ballad d'amore piano e chitarra che svela il nuovo lato della band.

“'In Lead Sails Paper Anchor' c'era una ballad con una slide guitar, e quella non è sicuramente la mia canzone preferita, quindi questa è stata un po' una seconda chance per farci onore con una bella rock ballad”, spiega Varkatzas. “Big Dan [Jacobs] aveva questa idea in testa da un po' e pensandoci non avevamo mai scritto una vera canzone d'amore. Quindi ci siamo detti “Amico, stiamo scrivendo una ballad. Non ce ne frega un cazzo. E' quello che vogliamo fare. E se questa non ti piace vuol dire che non hai un cuore.”

Dal punto di vista dei testi, "Congregation Of The Damned" ci va giù pesante dal primo all'ultimo brano. La traccia di apertura “Stop! Before It's Too Late And We've Destroyed It All”, ad esempio, è basata su uno sketch comico di Joe Rogan in cui dice di vedere gli esseri umani come la piaga che sta distruggendo il mondo. Varkatzas enfatizza questo concetto.

“Quando voli sopra LA vedi tutto questo verde, e ti sembra bellissimo, ma quando arrivi in città l'aria è putrida. E' una grande macchia nera, e non c'entra niente con la geografia naturale che la circonda”, spiega Varkatzas. “E' come se fossimo un gigantesco organismo predatore che uccide tutto ciò che incontra. Madre natura starebbe sicuramente bene se gli esseri umani non vivessero sulla terra.”

Il primo singolo tratto da "Congregation Of The Damned", “Storm the Pass” parla allo stesso tempo dell'inquietudine interiore di Varkatzas e la volatilità del mondo sull'orlo dell'annientamento. “L'ho scritto da due prospettive diverse, così potrà toccare persone diverse in modi diversi”, spiega il cantante. “Ho la tendenza ad essere o super depresso o super incazzato. Lo sento arrivare e crescere dentro di me, è come vedere le nuvole e i fulmini sopra la spiaggia di un'isola lontana, e alla fine l'isola ne esce distrutta. E allo stesso tempo è come vedere formarsi le guerre ed i conflitti, come l'operazione Desert Storm, quella Iraqi Freedom, quello che sta succedendo in Nord Corea e quello che potrebbe succedere in Pakistan o Iran. Senti crescere tutta questa tensione, questa tempesta, questa malizia,ed è come un ciclo senza fine, e può distruggerci tutti.”

Alcuni brani non sono assolutamente politici. “Gallows” - in cui c'è la strofa “Like the loser I am/I can't help but to see/That success scares the living shit out of me” - parla dell'insicurezza, e di quanta tenacia serva per rompere quella paura.

“Sinceramente non so cosa mi faccia più paura”
, ammette Varkatzas. “Ci sono molte cose a cui la gente può aggrapparsi. Non sto dando tutto? In passato mi sono tirato indietro perchè avevo paura di fallire? O forse semplicemente non sono abbastanza bravo? Ma siamo tutti esseri umani, ed è così che si impara: si mette su cuore e carattere. La tenacia mi ha portato qui, non il talento. Forse questo può alienare la gente o farmi passare per stupido... non mi interessa.”

Gli ATREYU si sono formati nel 1998 ad Orange County, California, e sono usciti dalla scena in cui erano nati. Da un lato erano contenti che le luci della ribalta fossero puntate sulla loro città, ma dall'altro capivano che dovevano fare qualcosa di speciale e unico se volevano distinguersi dalla massa. “Certo, veniamo dalla scena hardcore di OC”, spiega Varkatzas. “Ma non abbiamo mai voluto essere SOLO quello. L'ambiguità musicale è sempre stata il nostro obiettivo.”

L'album d'esordio della band, "Suicide Notes And Butterfly Kisses" (2002) conteneva le hit underground “Lipgloss And Black” e “Ain't Love Grand”, che hanno permesso alla band di crearsi una bella reputazione fuori dalla scena californiana. Gli ATREYU hanno portato in tour quell'album per quattro anni, poi hanno fatto uscire "The Curse", che ha raggiunto il primo posto della classifica di Billboard Top Independent Albums Chart. "The Curse" era un album clamoroso, che combinava l'amore degli ATREYU per l'hardcore e per il thrash metal. Dopo altri due anni di tour senza sosta, la band è tornata in studio per registrare l'album che ha segnato il loro successo commerciale, "A Death-Grip on Yesterday", che si è piazzato al numero 9 della Billboard 200 Albums Chart e al numero 1 della Billboard Top Independent Albums Chart, e che conteneva il singolo “Ex's and Oh's”. Gli ATREYU hanno poi suonato in tutti i maggiori festival, compreso l'Ozzfest.

Con "Death-Grip", gli ATREYU hanno chiuso il contratto con l'etichetta Victory e firmato un nuovo contratto con la Hollywood Records, che ha garantito loro la migliore promozione di sempre. Ispirati da questo cambiamento, gli ATREYU sono tornati in studio per scrivere "Lead Sails Paper Anchor", che è uscito solo 17 mesi dopo "A Death-Grip on Yesterday". Forte bilanciamento di coraggio e melodia, l'album ha fatto conoscere gli ATREYU ad un nuovo pubblico e li ha portati ad un grande successo, esordendo al numero 8 della Billboard 200 Albums Chart, al numero 1 della Billboard Top Hard Rock Albums Chart e al numero 1 della Billboard Top Alternative Album Chart. Dall'album sono stati tratti due singoli, “Falling Down” (#3 nella classifica Modern Rock, #4 della Active Rock e nella Top 5 di Mainstream Rock), e “Becoming The Bull” (entrata nella Top 5 di Mainstre e Active Rock), e ciascuno dei due singoli ha venduto più di 200.000 copie, portando le copie vendute dell'album a 665.000. Gli ATREYU sono partiti in tour per promuovere l'album, partecipando al Linkin Park's Projekt Revolution e al Taste of Chaos, che ha visto la partecipazione di Avenged Sevenfold e Bullet For My Valentine, e prendendo parte anche al Family Values tour con i Korn.

“Il successo che abbiamo avuto con quell'album ci ha permesso di prendere confidenza con le armi che avevamo a disposizione”, spiega Saller.

In altre parole, è stato l'introduzione perfetta di "Congregation Of The Damned", un album che amalgama tutti i punti di forza degli ATREYU in un'unica esplosione artistica e musicale. C'è lo sputo sincero di “So Wrong”, con la sua anima heavy da ballad-alla-hardcore e le linee di chitarra euforiche di Miguel e Jacobs, lo slancio tipicamente metal anni 70 di “Black Days”, e l'appello rappresentato dall'intro di “Congregation of The Damned”, le armonie di chitarra ammalianti e gli esorcismi vocali.

Se avevate etichettati gli ATREYU è arrivato il tempo di cancellare la bozza che avevate tracciato nella vostra testa e cominciare a disegnare un quadro più grande.


Alex Varkatzas voce
BIG Dan Jacobs chitarra
Travis Miguel chitarra
Marc McKnight basso
Brandon Saller
batteria, voce

Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu live @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli Atreyu signing session @ Gods Of Metal 2010, Collegno (TO) | Foto © Michele Zonelli